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lunedì 5 marzo 2012



Siamo in battaglia.
E si deve combattere molto. Ma proprio in questo momento difficile mi accorgo che di più sono gli amici che si presentano alla porta. Sono tanti quelli che vengono a consolare, ad abbracciare, a essere grandiosi coraggiosissimi testimoni. Ci è da poco morto un amico, uno dei più grandi, che soprattutto negli ultimi mesi è stato uno dei più grandi testimoni di santità della mia vita. Ho pianto. Non per lui che, è sicuramente già arrivato a destinazione. Ho pianto per me, che ho perso un così grande amico, esempio ed affetto. Ho pianto perchè avrei voluto essere come lui. Per chi lasciava qui.
Ma il nostro dolore era traboccante di Speranza. Mentre le sue spoglie scendevano nella terra abbiamo cantato. Un canto pieno di Speranza, ripetendo il nome di Colui che ci salva e che questo amico può infine contemplare.


martedì 17 gennaio 2012

Pellico vs Bini, 10 a 0



"L'intento di stare di continuo alla presenza di Dio, invece di essere un faticoso sforzo della mente, ed un soggetto di tremore, era per me soavissima cosa. Non dimenticando che Dio è sempre vicino a noi, ch'egli è in noi, o piuttosto che noi siamo in esso, la solitudine perdeva ogni giorno più il suo orrore per me: "Non sono io in ottima compagnia?" mi andava dicendo. E mi rasserenava, e canterellava, e zufolava con piacere e con tenerezza."

Questo uno che era in prigione e rischiava di essere condannato a morte da lì a poco.
Era forse pazzo? Mannò. Era cristiano.
Ora ditemi, chi ha più palle: Carlo Bini, 3 mesi di carcere, nel cui testo "prevale la vena ironica e polemica" (cito il mio libro di scuola, anticlericale) o Silvio Pelico, 10 anni di carcere, e comunque lieto?
Fate vobis.

Silvio Pellico, Le mie prigioni, cap VI

sabato 25 giugno 2011

Ordine


Sabato 25 giugno 2011, Biella, Duomo: ordinazione di ben quattro nuovi sacerdoti. Naturalmente molta felicità da parte nostra, ma la cosa davvero spettacolare è stata piuttosto la felicità dei quattro. Dalla mia postazione, data la statura hobbit e la folla esultante potevo vedere ben poco, ma quel poco era già abbastanza: uno dei quattro aveva un volto strapieno di gioia, felice come un bambino. Alla comunione aveva un volto tanto radioso ed era così commosso, con gli occhi lucidi, che mi chiedevo come facesse a trattenersi dal piangere di gioia.  Ho impresso in mente il suo volto, il volto di uno che ha appena accettato il celibato, il servizio, la fedeltà alla preghiera e manca poco che muoia di felicità. E pensavo a come è grande Dio, che può far innamorare a tal punto un uomo.
 

sabato 2 aprile 2011

Morte gioiosa di Cirano


Ultima scena, ove Cirano esprime la sua ultima volontà: presentarsi a Dio con il suo pennacchio.

CIRANO
Elle viene. I miei piedi già son di marmo. Già 
ho di piombo le mani. Ma poi ch'è per la strada,
voglio aspettarla in piedi... E con in man la spada!

LE BRET
Cirano!

ROSSANA
Ahimè, Cirano!

CIRANO
Ella guarda... Mi pare...
che la Camusa ardisca il mio naso guardare!
Che dite?... è vana... so... la resistenza adesso,
ma non si pugna nella speranza del successo!
No, no: è più bello battersi quando è in vano. - Qual fosco
drappello è lì? - Son mille... Ah, sì! Vi riconosco,
vecchi nemici miei, siete tutti colà!
La Menzogna? Ecco, prendi!... Ecco, ecco le Viltà
ed ecco i Compromessi, i Pregiudizi! Che
io venga a patti? Mai! - Ed eccoti anche te,
Stoltezza! - Io so che alfine sarò da voi disfatto;
ma non monta: io mi batto, io mi batto!
Voi mi strappate tutto, tutto: il lauro e la rosa!
Strappate pur! Malgrado vostro, c'è qualche cosa
ch'io mi porto (e stasera quando in cielo entrerò,
fiero l'azzurra soglia salutarne io potrò)
ch'io porto meco, senza piega nè macchia, a Dio,
vostro malgrado...                                    .
 Ed è...
ROSSANA
                       Ed è?

CIRANO (sorridendo)
                                                               Il pennacchio mio!


Edmond Rostand, Cirano di Bergerac, atto V scena V


   

venerdì 18 marzo 2011

Giappone



In questo momento il destino nucleare del Giappone è in mano a 50 volontari che  all'interno della centrale cercano di tamponare i guasti. Si è ripreso a pompare acqua di mare all'interno del reattore numero 3, mentre i tecnici sono riusciti a riportare a livelli meno preoccupanti la pressione nel reattore numero 2, quello coinvolto nella nuova esplosione. 

L'uomo ha progredito esponenzialmente nella tecnologia: ha costruito motori che fanno i 300 Km/h, armi precise al millimetro, gru che spostano tonnellate... Ma quando succede la catastrofe è solo e solo l'eroismo dell'uomo che si sacrifica che può salvare il mondo.