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martedì 19 febbraio 2013

Anche per gli architetti!

L’amore, l’amicizia di Dio, ci è stata data perché arrivi anche agli altri. E dobbiamo portare un frutto che rimanga. Tutti gli uomini vogliono lasciare una traccia che rimanga. Ma che cosa rimane? Il denaro no. Anche gli edifici non rimangono; i libri nemmeno.
L’unica cosa, che rimane in eterno, è l’anima umana, l’uomo creato da Dio per l’eternità. Il frutto che rimane è perciò quanto abbiamo seminato nelle anime umane – l’amore, la conoscenza; il gesto capace di toccare il cuore; la parola che apre l’anima alla gioia del Signore. Allora andiamo e preghiamo il Signore, perché ci aiuti a portare frutto, un frutto che rimane. Solo così la terra viene cambiata da valle di lacrime in giardino di Dio”.


Papa Benedetto XVI

sabato 21 aprile 2012

Trying to find my own way

Quello che sto facendo anch'io...


On the road of experience, I'm trying to find my own way.
Sometimes I wish that I could fly away
When I think that I'm moving, suddently things stand still
I'm afraid 'cause I think they always will

And I'm looking for space
And to find out who I am
And I'm looking to know and understand
It's a sweet, sweet dream
Sometimes I'm almost there
Sometimes I fly like an eagle
And sometimes I'm deep in despair

All alone in the universe, sometimes that's how it seems
I get lost in the sadness and the screams
Then I look in the center, suddently everything's clear
I find myself in the sunshine and my dreams


On the road of experience, join in the living day
if there's an answer, it's just that it's just that way

When you're looking for space
And to find out who you are
When you're looking to try and reach the stars
It's a sweet, sweet sweet dream
Sometimes I'm almost there
Sometimes I fly like an eagle
But sometimes I'm deep in despair
Sometimes I fly like an eagle,
like an eagle
I go flying flying 
 

giovedì 24 novembre 2011


"Soffri e sii grande: il tuo destino è questo,
finor: soffri, ma spera: il tuo gran corso
comincia appena; e chi sa dir, quai tempi,
quali opre il cielo ti prepara? Il cielo
che re ti fece, ed un tal cor ti diede."


Manzoni, Adelchi, atto III scena 1a

domenica 13 novembre 2011

Io pongo sempre innanzi a me il Signore, sta alla mia destra, non posso vacillare» (Sal 16,8). Perché se c'è una cosa che Gesù mi chiede, è di appoggiarmi a lui, di confidare solo in lui, di abbandonarmi a lui senza riserve... Non dobbiamo cercare di controllare l'agire di Dio. Non dobbiamo contare le tappe del viaggio che vuole che facciamo. Anche se mi sento come una barca alla deriva, non devo far altro che abbandonarmi totalmente a lui.

        Quando sembra difficile, ricordati che non siamo chiamati ad avere successo, ma ad essere fedeli. La fedeltà è importante, anche nelle piccole cose; non per la cosa in se stessa, che sarebbe la preoccupazione di uno spirito gretto, ma per quella grande cosa che è la volontà di Dio. S. Agostino ha detto: «Le piccole cose restano piccole, ma essere fedele nelle piccole cose è cosa grande. Nostro Signore non è lo stesso in un povero che ci visita come in un grande?


Beata Teresa di Calcutta

venerdì 10 giugno 2011

Ultimo giorno di scuola

Nell'ultimo giorno di scuola succede di tutto.
Dopo il giovedì i cui troviamo inspiegabilmente la classe chiusa a chiave e, dopo aver cercato di aprirla con una forcina e la tessera delle fotocopie ci accampiamo per 20 minuti in corridoio, il venerdì va sempre meglio:



Un po' più seriamente, alla gioia di un agognato riposo mi si aggiunge già da adesso una nostalgia: non sarò mai più in IIB. Non sarò più una studentessa del quarto anno, la mia classe non sarà la stessa di oggi. "Non si può tornare indietro". Ho nostalgia, già ora, dei miei compagni e di quest'anno scolastico, ma guardo in avanti, certa che ci sia un divertente e grande enigma che mi aspetta. 

... Life ain't nothing but a funny funny riddle!


Grazie di questo anno di vita!

sabato 28 maggio 2011

Alla ricerca della Bellezza



Ogni volta che a scuola scopro un frammento di Bellezza, disperso tra le pagine di un libro, in una poesia, in un canto, sempre non aspetto altro che correre a casa, quasi per rimirare il mio tesoro nella calma. Ma soprattutto mi sento proprio come quando da piccola girando per i prati trovavo qualcosa di strano, fiore, pianta, animale che fosse: allora correvo dal mio papà tutta eccitata con il fiore in mano e glielo facevo vedere entusiasta, oppure lo trascinavo dove avevo visto la cosa curiosa e gliela mostravo, aspettandomi anche una spiegazione. Così ero sicura che anche l'altro avesse visto ed ero poi felice se scoprivo qualcosa di nuovo. Ci rimanevo malissimo invece se chi avevo chiamato mi rispondeva: "Sì, e allora? non lo sapevi?". Ancora adesso mi viene da restare con la bocca spalancata (metaforicamente, ma anche realmente con grande divertimento di chi mi sta accanto) davanti alla realtà, davanti agli antichi uomini e davanti ai libri, e sono convinta che il tempo che passo a scuola non si risolva che in questo: una continua ricerca della Bellezza sparsa per il mondo.

  

giovedì 19 maggio 2011

Fonte di riflessione



"Gli uomini sono stati infatti generati col seguente impegno, di custodire quella sfera là, chiamata terra, che tu scorgi al centro di questo spazio celeste; a loro viene fornita l'anima dai fuochi sempiterni cui voi date nome di costellazioni e stelle, quei globi sferici che, animati da menti divine, compiono le loro circonvoluzioni e orbite con velocità sorprendente. Anche tu, dunque, Publio, come tutti gli uomini pii, devi tenere l'anima sotto la sorveglianza del corpo, né sei tenuto a migrare dalla vita degli uomini senza il consenso del dio da cui l'avete ricevuta, perché non sembri che intendiate esimervi dal compito umano assegnato dalla divinità."


Cicerone, De Republica, Somnium Scipionis