Visualizzazione post con etichetta bellezza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bellezza. Mostra tutti i post
domenica 25 novembre 2012
Umanità debordante
Ieri sera facevo scatole per il banco alimentare. All'inizio gli scatoloni vuoti si ammucchiavano uno sull'altro, creando una barriera che non mi faceva neanche vedere dall'altra parte. Troppe scatole, ho pensato; dubito che riescano a riempirle. Ma finite le scatole da montare, pian piano la montagna è diminuita fino a permettermi di vedere dall'altra parte. Allora, avendo finito il mio lavoro, mi sono messa a guardare, e ho visto arrivare un carrello per il banco colmo e stracolmo. E mi sono ritrovata a commuovermi ancora una volta per la meravigliosa umanità che ci è stata donata.
10 tonnellate di umanità in un supermercato di una piccola città.
Grazie.
sabato 13 ottobre 2012
"Holland Road"
So I was lost, go count the cost,
Before you go to the holland road,
With your heart like a stone you spared no time in lashing out,
And I knew your pain and the effect of my shame, but you cut me down, you cut me down,
And I will not tell the thoughts of hell
That carried me home from the Holland road
With my heart like a stone and I put up no fight
To your callus mind, and from your corner you rose to cut me down, you cut me down,
So I hit my low, but little did I know that would not be the end,
From the holland road well I rose and I rose, and I paid less time,
To your callus mind, and I wished you well as you cut me down, you cut me down,
But I'll still believe though there's cracks you'll see,
When I'm on my knees I'll still believe,
And when I've hit the ground, neither lost nor found,
If you believe in me I'll still believe,
But I'll still believe though there's cracks you'll see,
When I'm on my knees I'll still believe,
And when I've hit the ground, neither lost nor found,
If you believe in me I'll still believe...
Before you go to the holland road,
With your heart like a stone you spared no time in lashing out,
And I knew your pain and the effect of my shame, but you cut me down, you cut me down,
And I will not tell the thoughts of hell
That carried me home from the Holland road
With my heart like a stone and I put up no fight
To your callus mind, and from your corner you rose to cut me down, you cut me down,
So I hit my low, but little did I know that would not be the end,
From the holland road well I rose and I rose, and I paid less time,
To your callus mind, and I wished you well as you cut me down, you cut me down,
But I'll still believe though there's cracks you'll see,
When I'm on my knees I'll still believe,
And when I've hit the ground, neither lost nor found,
If you believe in me I'll still believe,
But I'll still believe though there's cracks you'll see,
When I'm on my knees I'll still believe,
And when I've hit the ground, neither lost nor found,
If you believe in me I'll still believe...
venerdì 28 settembre 2012
L'epico nel quotidiano: in motorino
Dopo essermi goduta per la seconda volta in 4 giorni uno dei più bei film mai fatti e direi il più bel film di animazione (assieme ad Up) di tutti i tempi, ovvero "How to train your dragon", ed essermi scaricata la quasi totale colonna sonora, ho notato che un commento su youtube recitava all'incirca così: "questa musica mi ha fatto pensare che vivo in mondo noioso e vorrei avere delle grandi avventure come Hiccup (il protagonista) [...]". Appena letto il mio cuore di sostenitrice dell'"epicità" della vita si è ribellato. Tuttavia dopo un po' che ci pensavo ho vacillato: in effetti c'è un po' di differenza tra il prendere il tram all'ultimo a Torino e volare nei cieli su un drago. Ebbene, Dio ha subito provveduto a spazzare via le falsità. Infatti oggi, dopo aver aspettato in stazione e al freddo il treno in ritardo, aver preso un treno lentissimo, aver aspettato un po' per l'inizio di un corso, aver aspettato il tram e aver aspettato di nuovo dove dovevo firmare il contratto per l'appartamento a Torino (ero proprio stufa di aspettare e mi ero annoiata un bel po'), ecco che la realtà inaspettatamente mi ha colpito. Qualcuno di voi saprà già che io non ho mai preso un motorino tranne che per quel famoso glorioso giro di 3 minuti sul gilera 125 di papà. Non ho mai fatto viaggi in moto (incredibile, dirà qualcuno). Embè, l'aver aspettato tanto ha lungo ha certo favorito la bellezza di quello che è venuto dopo: infatti il responsabile mi chiede se voglio passare a vedere l'appartamento: lui ci sta andando perchè gli altri ragazzi quel giorno vanno via. Per me va bene, e dopo diciamo 10 minuti di altri contratti, circa 25 telefonate, vari ed eventuali, mentre io spero che non si vada in bus, che se no mi tocca fare un altro biglietto e mi chiedo se andremo in auto, ci prepariamo ad uscire. Io gli tengo la porta aperta e lui dice: prendo solo questi, e tira fuori due caschi. Stupore e spavento: già non sono quasi mai salita su una moto, poi girarci a Torino! Allaccio il casco e penso che quello è un cattolico, è in gamba ed è in adempimento del suo importante lavoro, quindi lo accompagna di sicuro il favore divino, perciò non mi preoccupo più. Partiti; vento, velocità, auto, semafori, buchi. "Scusa - dice lui non avendo potuto evitarli - ma non l'ho votato io Fassino". Rido. E quindi sfrecciamo tra il traffico torinese, mentre io mi godo il sole, la velocità e il vento che mi soffia in faccia: è bellissimo, e non mi meraviglierei affatto se lo scooter ad un certo punto si alzasse da terra e volasse. Andare in motorino è una cosa avventurosa, solo che ho potuto accorgermene perchè non l'avevo mai fatto. L'abitudine offusca la verità. Ma la cosa più bella è stata il fatto di lasciar guidare con completa fiducia e di conseguenza tranquilli, in pace e felici, uno che la strada e Torino la conosceva. Il che mi ha fatto riflettere su come sarei serena se abbandonassi del tutto la mia vita nelle mani di Dio, che ne sa un poco di più.
Evviva gli scooter!
martedì 28 agosto 2012
Tornati dal Meeting
Tornati dal Meeting più muscolosi, più stanchi (perchè vendevamo biglietti della lotteria, pietre della cattedrale), ma soprattutto più saggi e più felici, con tanti incontri che hanno illuminato il cuore e ripieni di Bellezza. Perchè tra musica, genetica, astronauti, duomi , paesi, poeti e medici, l'Infinito lo si è visto davvero, e con una bellezza così struggente da spezzare il cuore. Viva il Re!
giovedì 12 luglio 2012
Roll away your stone, I'll roll away mine
Together we can see what we will find
Don't leave me alone at this time,
For I am afraid of what I will discover inside
You told me that I would find a hole,
Within the fragile substance of my soul
And I have filled this void with things unreal,
And all the while my character it steals
Darkness is a harsh term don't you think?
And yet it dominates the things I seek
It seems that all my bridges have been burned,
But, you say that's exactly how this grace thing works
It's not the long walk home
that will change this heart,
But the welcome I receive with the restart
Darkness is a harsh term don't you think?
And yet it dominates the things I seek
Darkness is a harsh term don't you think?
And yet it dominates the things I seek
Darkness is a harsh term don't you think?
And yet it dominates the things I seek
Stars hide your fires,
And these here are my desires
And I will give them up to you this time around
And so, I'll be found
with my steak stuck in this ground
Marking its territory of this newly impassioned soul
hide your fires,
these are my desires
And I will give them up to you this time around
ADD:And so, I'll be found
with my steak stuck in this ground
Marking its territory of this newly impassioned soul
But you, you've gone too far this time
You have neither reason nor rhyme
With which to take this soul that is so rightfully mine
sabato 2 giugno 2012
Gioia di una corrispondenza inaspettata
Ieri ho avuto modo di notare ancora una volta come la realtà, diversa dal nostro volere, spesso corrisponda di più al nostro cuore. Detto in altre parole, come l'Imprevisto sia ciò che è in grado di colmarci. Infatti dopo una pesante e lunga giornata, iniziata con un sonno di poco più di 6 ore, con un'interrogazione, 3 ore di appunti forsennati di greco e latino, un bagno in piscina in jeans (quanto pesa il denim bagnato!!!), e 2 ore di stanchezza, avevo la possibilità di andare a Oropa, dato che alle 9 ci sarebbe stato un incontro sul Cristianesimo in Russia. Ero stanca. Interessata dell'argomento, ma non troppo. Insomma, non avevo voglia di stare alzata fin tardi per seguire un incontro impegnativo. Per cui ho deciso di non andarci. Poi, siccome anche quando decido rimango indecisa, e siccome Don Berchi avrà avuto un buon motivo per invitare chi parlava, infine vestita alla bell'e meglio son partita con mio fratello alle 6.30. Già, non perchè stiamo così lontani da Oropa, ma perchè lui aveva le prove del coro, a cui io non volevo partecipare. Ma è davvero vero che le cose che più richiedono sacrificio sono quelle che più riempiono di gioia e in cui si ricevono le Grazie più grandi. Infatti eccomi partecipare al coro e rimanerne innamorata, stupefatta, commossa. Ho potuto vedere cosa sia la Chiesa: tutti tesi a imparare, aiutarsi e seguire per fare Bellezza e rendere gloria a Dio. Tutti i volti lieti. Avrei voluto abbracciare tutti. E dopo aver seguito l'incontro e aver cantato, mi veniva quasi da piangere di gioia. Capisco perchè si dice che in Paradiso ci sono i cori angelici: quale possibilità di comunione c'è nel cantare insieme! E non posso finire di ringraziare Dio per aver potuto vivere una cosa così grande.
giovedì 17 maggio 2012
Travolgente fine dell'anno!
Siamo all'ultimo mese di scuola, gli impegni e lo studio è tanto, le cose belle pure, anzi, molte di più. Tante che non saprei da dove iniziare per scriverle tutte: citazioni e aforismi splendidi raccolti qua e là, amicizie e affetti inaspettati, bei libri, temi e saggi, la tesina da scrivere, che non è una costrizione, ma una sfida, e mi riempie di gioia e speranza per i grandi uomini di cui parla, la musica, il sole e il cielo! Sono in una travolgente fine dell'anno scolastico, e, certo, la fatica e tanta, il tempo manca, lo studio è pesante, ma che splendida occasione da vivere! Dare a ogni minuto il valore che merita, desiderare e desiderare, chiedere aiuto e riconoscersi così piccoli! Ribellarsi alle ingiustizie, ridere, ridere e ridere ancora, poggiare la propria speranza su un'unica Persona! Certo, oggi sono felice, e tali parole scaturiscono in gran parte dal mio stato d'animo; è possibile che nei prossimi giorni mi troviate affranta, stanca o triste... Ma passiva, questo mai!
Anche la fine dell'anno è un tempo di Grazia! Perciò, cari amici, se qualche stanco studente capita tra queste righe, si consoli e viva, perchè non si ha la felicità se la si rimanda!
Vorrei pubblicare tutte le poesie di Ungaretti, perchè con la loro bellezza e drammaticità mi innamorano e conquistano... Ma non è la sede. Comunque che splendida cosa essere indietro con il programma e affrontarlo in questa parte dell'anno, così che si capisca che è nella sofferenza e nella fatica che si erge la statura e natura del cuore umano.
Retorica? Forse le mie frasi, ma non certo il contenuto. Vi abbraccio e mi rituffo nello studio (e nelle versioni di greco, ahimè!)
sabato 5 maggio 2012
La realtà è il luogo dove Dio ci incontra, e che ci spinge a cercarlo, perchè in essa Egli dissemina segni di Sé...
Sulla costa quietata, nei broli, qualche palma
a pena svetta.
Una carezza disfiora
la linea del mare e la scompiglia
un attimo, soffio lieve che vi s'infrange e ancora
il cammino ripiglia.
Lameggia nella chiaria
la vasta distesa, s'increspa, indi si spiana beata
e specchia nel suo cuore vasto codesta povera mia
vita turbata.
O mio tronco che additi,
in questa ebrietudine tarda,
ogni rinato aspetto coi germogli fioriti
sulle tue mani, guarda:
sotto l'azzurro fitto
del cielo qualche uccello di mare se ne va;
né sosta mai: perché tutte le immagini portano scritto:
"più in là!".
S'è rifatta la calma
nell'aria: tra gli scogli parlotta la maretta.Sulla costa quietata, nei broli, qualche palma
a pena svetta.
Una carezza disfiora
la linea del mare e la scompiglia
un attimo, soffio lieve che vi s'infrange e ancora
il cammino ripiglia.
Lameggia nella chiaria
la vasta distesa, s'increspa, indi si spiana beata
e specchia nel suo cuore vasto codesta povera mia
vita turbata.
O mio tronco che additi,
in questa ebrietudine tarda,
ogni rinato aspetto coi germogli fioriti
sulle tue mani, guarda:
sotto l'azzurro fitto
del cielo qualche uccello di mare se ne va;
né sosta mai: perché tutte le immagini portano scritto:
"più in là!".
Eugenio Montale, Ossi di seppia
giovedì 12 aprile 2012
venerdì 30 marzo 2012
Dalla sofferenza la grandezza...
Coraggio amico...
DESOLAZIONE DEL POVERO POETA SENTIMENTALE
Perché tu mi dici: poeta?
Io non sono un poeta.
Io non sono che un piccolo fanciullo che piange.
Vedi: non ho che le lagrime da offrire al Silenzio.
Perché tu mi dici: poeta?
Le mie tristezze sono povere tristezze comuni.
Le mie gioie furono semplici,
semplici così, che se io dovessi confessarle a te
arrossirei.
Oggi io penso a morire.
Io voglio morire, solamente, perché sono stanco;
solamente perché i grandi angioli
su le vetrate delle cattedrali
mi fanno tremare d'amore e di angoscia;
solamente perché, io sono, oramai,
rassegnato come uno specchio,
come un povero specchio melanconico.
Vedi che io non sono un poeta:
sono un fanciullo triste che ha voglia di morire.
Oh, non maravigliarti della mia tristezza!
E non domandarmi;
io non saprei dirti che parole così vane,
Dio mio, così vane,
che mi verrebbe di piangere come se fossi per morire.
Le mie lagrime avrebbero l'aria
di sgranare un rosario di tristezza
davanti alla mia anima sette volte dolente,
ma io non sarei un poeta;
sarei, semplicemente, un dolce e pensoso fanciullo
cui avvenisse di pregare, così, come canta e come dorme.
Io mi comunico del silenzio, cotidianamente, come di
Gesù.
E i sacerdoti del silenzio sono i romori,
poi che senza di essi io non avrei cercato e trovato il
Dio.
Questa notte ho dormito con le mani in croce.
Mi sembrò di essere un piccolo e dolce fanciullo
dimenticato da tutti gli umani,
povera tenera preda del primo venuto;
e desiderai di essere venduto,
di essere battuto
di essere costretto a digiunare
per potermi mettere a piangere tutto solo,
disperatamente triste,
in un angolo oscuro.
Io amo la vita semplice delle cose.
Quante passioni vidi sfogliarsi, a poco a poco,
per ogni cosa che se ne andava!
Ma tu non mi comprendi e sorridi.
E pensi che io sia malato.
Oh, io sono, veramente malato!
E muoio, un poco, ogni giorno.
Vedi: come le cose.
Non sono, dunque, un poeta:
io so che per esser detto: poeta, conviene
viver ben altra vita!
Io non so, Dio mio, che morire.
Amen.
Sergio Corazzini
martedì 20 marzo 2012
lunedì 19 marzo 2012
D'Avenia su educazione e vita
Proprio bello: http://www.profduepuntozero.it/2012/03/16/onore-ai-maestri-ce-grande-bisogno-di-loro/
mercoledì 15 febbraio 2012
Sanremo brutto e bello
Non ho mai guardato il festival di Sanremo, ma quest'anno, molto interessata, mi sono assisa sul divano, curiosa di vedere quello che accadeva... Beh, lo definirei controverso. A una scenografia spettacolare si affiancano comici che non fanno per nulla ridere; a un Morandi emozionato ma trascinante si affianca un Papaleo un po' troppo emozionato e moscio; poi c'è Celentano penosamente qualunquista che tratta il festival della musica come una camera di discussione di sua proprietà; a tutto ciò si affiancano molte canzoni (a mio parere) insipide. Ma ce n'è una che è davvero una cosa BELLA.
GRANDE MISTERO
Continuerà a domandarlo il merlo
Picchiando la grondaia
Col becco sfoderato
Che è l’unica sua spada
Notte, notte
Perché ci abbracci tutti
E sembra che alla fine
Poi non ci guardi mai…
E lo dirà perfino il gatto nero
Che dorme sopra un frigo
Nel campo dei rifiuti
Tra i fiori calpestati
Onda, onda
Perché riporti tutto
E con un colpo solo tutto riprenderai…
Lune a dondolo
Io ne ho cavalcate su strade proibite
E sotto il rasoio dei giorni
Di cose ne ho perse ma
Monete di sole io ne ho messe in tasca
E palle di ghiaccio, colpite di testa
Ma questo boato che ho sotto il respiro
Rimane il mio grande…
Grande mistero eh yeh…
Lo capirai guardando il pipistrello
Che cerca il suo tragitto
Sotto un lampione rotto
Con curve che non sai
Buio, buio
Perché mi hai quasi preso
Ma appena io mi arrendo
Tu dopo te ne vai…
Ricorderai gomitoli di nubi
E fili di una pioggia
Caduta qui per sbaglio
Sopra il vecchio cancello
Vento, vento
Ti attacchi a questi rami
Ti mescoli ai sospiri
E poi li ruberai…
Lune a dondolo
Io ne ho cavalcate su strade proibite
E sotto il rasoio dei giorni
Di cose ne ho perse ma
Monete di sole io ne ho messe in tasca
E palle di ghiaccio, colpite di testa
Ma questo boato che ho sotto il respiro
Rimane il mio grande…
Grande mistero eh yeh…
Picchiando la grondaia
Col becco sfoderato
Che è l’unica sua spada
Notte, notte
Perché ci abbracci tutti
E sembra che alla fine
Poi non ci guardi mai…
E lo dirà perfino il gatto nero
Che dorme sopra un frigo
Nel campo dei rifiuti
Tra i fiori calpestati
Onda, onda
Perché riporti tutto
E con un colpo solo tutto riprenderai…
Lune a dondolo
Io ne ho cavalcate su strade proibite
E sotto il rasoio dei giorni
Di cose ne ho perse ma
Monete di sole io ne ho messe in tasca
E palle di ghiaccio, colpite di testa
Ma questo boato che ho sotto il respiro
Rimane il mio grande…
Grande mistero eh yeh…
Lo capirai guardando il pipistrello
Che cerca il suo tragitto
Sotto un lampione rotto
Con curve che non sai
Buio, buio
Perché mi hai quasi preso
Ma appena io mi arrendo
Tu dopo te ne vai…
Ricorderai gomitoli di nubi
E fili di una pioggia
Caduta qui per sbaglio
Sopra il vecchio cancello
Vento, vento
Ti attacchi a questi rami
Ti mescoli ai sospiri
E poi li ruberai…
Lune a dondolo
Io ne ho cavalcate su strade proibite
E sotto il rasoio dei giorni
Di cose ne ho perse ma
Monete di sole io ne ho messe in tasca
E palle di ghiaccio, colpite di testa
Ma questo boato che ho sotto il respiro
Rimane il mio grande…
Grande mistero eh yeh…
mercoledì 8 febbraio 2012
martedì 31 gennaio 2012
mercoledì 23 novembre 2011
"Mr. Wordsworth on the other hand was to propose to himself as his object, to give the charm of novelty to things of every day, and to excite a feeling analogous to the supernatural, by awakening the mind's attention from the lethargy of custom, and directing it to the loveliness and the wonders of the world before us; an inexhaustible treasure, but for which in consequence of the film of familiarity and selfish solicitude we have eyes, yet see not, ears that hear not, and hearts that neither feel nor understand."
Samuel Taylor Coleridge, Biographia Literaria
sabato 12 novembre 2011
Oggi sono stata guidata da un'amica per le strette vie del suo paesino, in una frizzante e gradita passeggiata, alla scoperta dei colori autunnali. Poi un simpatico lavoro con le chitarre.
Tornata a casa ho detto al mio gattino sdraiato sul mio letto, dandogli una carezza sul naso: "che bella cosa gli amici!".
Lui ha assentito con un breve prrr. "Anche i gattini" ho aggiunto.
Ha assentito di nuovo con un approvante prrr.
Etichette:
amici,
bellezza,
Hobbitlandia,
vita
venerdì 11 novembre 2011
Un'altra perla cantata
Love is everywhere, I see it
You are all that you can be, go on and be it
Life is perfect, I believe it
Come and play the game with me
Open yourself to the first celebration
Open your eyes to the joy and pain
Life is the fruit of your own creation
Evry new birth is a soul regained
Love is everywhere, I see it
You are all that you can be, go on and be it
Life is perfect, I believe it
Come and play the game with me
Drinkin my life from a silver fountain
Sweetwater running to the cold salt sea
Old man moon on a white-top mountain
Sound of the wind singin dreams for me
Love is everywhere, I see it
You are all that you can be, go on and be it
Life is perfect, I believe it
Come and play the game with me
Follow your heart like a flying stallion
Race with the sun to the edge of night
Form your truth like a gold medallion
Dance in the circle of the love and the light
Love is everywhere, I see it
You are all that you can be, go on and be it
Life is perfect, I believe it
Come and play the game with me
domenica 6 novembre 2011
Eh, senza gli amici...
martedì 1 novembre 2011
"Santità= conoscere e accettare il vuoto che è in noi e che Dio colma di Sè nella misura in cui ci si apre alla sua Bellezza."
"Cari amici, ripetutamente l’immagine dei santi è stata sottoposta a caricatura e presentata in modo distorto, come se essere santi significasse essere fuori dalla realtà, ingenui e senza gioia. Non di rado si pensa che un santo sia soltanto colui che compie azioni ascetiche e morali di altissimo livello e che perciò certamente si può venerare, ma mai imitare nella propria vita. Quanto è errata e scoraggiante questa opinione! Non esiste alcun santo, fuorché la beata Vergine Maria, che non abbia conosciuto anche il peccato e che non sia mai caduto.
Cari amici, Cristo non si interessa tanto a quante volte nella vita vacilliamo e cadiamo, bensì a quante volte noi, con il suo aiuto, ci rialziamo. Non esige azioni straordinarie, ma vuole che la sua luce splenda in voi. Non vi chiama perché siete buoni e perfetti, ma perché Egli è buono e vuole rendervi suoi amici. Sì, voi siete la luce del mondo, perché Gesù è la vostra luce. Voi siete cristiani – non perché realizzate cose particolari e straordinarie – bensì perché Egli, Cristo, è la vostra, nostra vita. Voi siete santi, noi siamo santi, se lasciamo operare la sua Grazia in noi."
Discorso del Papa in Germania
Iscriviti a:
Post (Atom)

