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lunedì 4 marzo 2013

Buona Quaresima

[...] Il cristiano è una persona conquistata dall’amore di Cristo e perciò, mosso da questo amore - «caritas Christi urget nos» (2 Cor 5,14) –, è aperto in modo profondo e concreto all'amore per il prossimo (cfr ibid., 33). Tale atteggiamento nasce anzitutto dalla coscienza di essere amati, perdonati, addirittura serviti dal Signore, che si china a lavare i piedi degli Apostoli e offre Se stesso sulla croce per attirare l’umanità nell’amore di Dio.
«La fede ci mostra il Dio che ha dato il suo Figlio per noi e suscita così in noi la vittoriosa certezza che è proprio vero: Dio è amore! ... La fede, che prende coscienza dell'amore di Dio rivelatosi nel cuore trafitto di Gesù sulla croce, suscita a sua volta l'amore. Esso è la luce – in fondo l'unica – che rischiara sempre di nuovo un mondo buio e ci dà il coraggio di vivere e di agire» (ibid., 39). Tutto ciò ci fa capire come il principale atteggiamento distintivo dei cristiani sia proprio «l'amore fondato sulla fede e da essa plasmato» (ibid., 7). [...]




lunedì 7 maggio 2012



"[...] e ogni tralcio che porta frutto lo pota perchè porti più frutto."

Giovanni, 15, 2

Non a caso arrivano le sofferenze, ma anche il dolore, con Cristo ha un senso. Perchè possiamo capirlo e offrirlo......

  

mercoledì 7 marzo 2012

Angoscia e scelta


Ieri e oggi Kierkegaard! Ecco un amico di quelli "tormentati", che ti fanno sorgere un sacco di domande. Ricordo che molti anni fa lessi un passo di un libro in cui si raccontava di come il protagonista fosse tormentato in ogni sua scelta dalla paura di cosa stesse perdendo, delle strade che si chiudeva con quella decisione. Ecco che a distanza di un bel po' di tempo ritrovo questa riflessione. Ringrazio il cielo di aver incontrato delle persone che mi assicurano con la loro vita che anche se facciamo la scelta sbagliata la misericordia di Dio è pronta a trarne del bene.

Comunque Soren è un bellissimissimo nome.

 

domenica 13 novembre 2011

Io pongo sempre innanzi a me il Signore, sta alla mia destra, non posso vacillare» (Sal 16,8). Perché se c'è una cosa che Gesù mi chiede, è di appoggiarmi a lui, di confidare solo in lui, di abbandonarmi a lui senza riserve... Non dobbiamo cercare di controllare l'agire di Dio. Non dobbiamo contare le tappe del viaggio che vuole che facciamo. Anche se mi sento come una barca alla deriva, non devo far altro che abbandonarmi totalmente a lui.

        Quando sembra difficile, ricordati che non siamo chiamati ad avere successo, ma ad essere fedeli. La fedeltà è importante, anche nelle piccole cose; non per la cosa in se stessa, che sarebbe la preoccupazione di uno spirito gretto, ma per quella grande cosa che è la volontà di Dio. S. Agostino ha detto: «Le piccole cose restano piccole, ma essere fedele nelle piccole cose è cosa grande. Nostro Signore non è lo stesso in un povero che ci visita come in un grande?


Beata Teresa di Calcutta