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venerdì 31 maggio 2013



"Quando scopro l'amore da cui vengo, di cui sono fatto e che mi attende, vivo una grande sorpresa. Io non c'ero e ora ci sono. Sono stato voluto, sono stato amato da sempre. Sono stato portato alla vita, attraverso i miei genitori, da un Essere personale e misterioso che ha voluto farmi passare dal nulla all'esistenza. Egli è Colui che chiama all'esistenza ciò che non è. Non solo non c'ero e ora ci sono, ma in ogni istante continuo ad essere mantenuto nella vita, non ricado nella polvere. è l'inizio della speranza che può rinnovare ogni mia giornata e quelle degli altri. Ecco il senso della parola positività."

Don Massimo Camisasca, Benvenuto a casa


"... la vita non è soltanto un piacere, ma un eccentrico privilegio [...] sentivo parlare, quand'ero ragazzo, di uomini di genio rientrati o mancati; sentivo spesso ripetere che più d'uno era un grande <avrebbe potuto essere>. Per me un fatto più solido e sensazionale è che il primo che passa è un grande <avrebbe potuto non essere>"


GKC, Ortodossia

mercoledì 27 marzo 2013

Gioia e Croce verso la Pasqua


Dall'omelia del Papa nella Domenica delle Palme

"[...]  Gesù è Dio, ma si è abbassato a camminare con noi. E’ il nostro amico, il nostro fratello. Qui ci illumina nel cammino. E così oggi lo abbiamo accolto. E questa è la prima parola che vorrei dirvi: gioia! Non siate mai uomini e donne tristi: un cristiano non può mai esserlo! Non lasciatevi prendere mai dallo scoraggiamento! La nostra non è una gioia che nasce dal possedere tante cose, ma nasce dall’aver incontrato una Persona: Gesù, che è in mezzo a noi; nasce dal sapere che con Lui non siamo mai soli, anche nei momenti difficili, anche quando il cammino della vita si scontra con problemi e ostacoli che sembrano insormontabili, e ce ne sono tanti! [...]   Noi accompagniamo, seguiamo Gesù, ma soprattutto sappiamo che Lui ci accompagna e ci carica sulle sue spalle: qui sta la nostra gioia, la speranza che dobbiamo portare in questo nostro mondo. E, per favore, non lasciatevi rubare la speranza! Non lasciate rubare la speranza! Quella che ci dà Gesù! [...]   è un Re che ama fino alla croce e che ci insegna a servire, ad amare. E voi non avete vergogna della sua Croce! Anzi, la abbracciate, perché avete capito che è nel dono di sé, nel dono di sé, nell’uscire da se stessi, che si ha la vera gioia e che con l’amore di Dio Lui ha vinto il male. [...]
Tre parole: gioia, croce, giovani.abbracciata con amore mai porta alla tristezza, ma alla gioia, alla gioia di essere salvati e di fare un pochettino quello che ha fatto Lui quel giorno della sua morte."

sabato 13 ottobre 2012




"Holland Road"
So I was lost, go count the cost,
Before you go to the holland road,
With your heart like a stone you spared no time in lashing out,
And I knew your pain and the effect of my shame, but you cut me down, you cut me down,

And I will not tell the thoughts of hell
That carried me home from the Holland road
With my heart like a stone and I put up no fight
To your callus mind, and from your corner you rose to cut me down, you cut me down,

So I hit my low, but little did I know that would not be the end,
From the holland road well I rose and I rose, and I paid less time,
To your callus mind, and I wished you well as you cut me down, you cut me down,

But I'll still believe though there's cracks you'll see,
When I'm on my knees I'll still believe,
And when I've hit the ground, neither lost nor found,
If you believe in me I'll still believe,

But I'll still believe though there's cracks you'll see,
When I'm on my knees I'll still believe,
And when I've hit the ground, neither lost nor found,
If you believe in me I'll still believe...



mercoledì 13 giugno 2012



Ho trovato su il pensiero cristiano questa preghiera: mai cosa più opportuna forse mi è accaduta.
Già, perchè come avevo preannunciato in qualche post fa sono arrivati i momenti di stanchezza e tristezza. Momenti in cui c'era la speranza per il futuro, ma non per il presente. Momenti in cui mi sembrava di aver fatto della mia vita il peggio possibile. Litigi, invidie, rancori. è una buona cosa passare questi momenti: ti rendi conto di quanto tu sia piccolo e incapace di fare bellezza, senza Dio.
Abbiamo fatto la cena di classe; abbiamo festeggiato la fine della scuola; abbiamo salutato i prof, quelli amati e quelli un po' meno; abbiamo salutato la scuola, con il prossimo appuntamento all'esame. Buona occasione per riflettere su come ciò che passa non possa più ritornare. è un mistero, anche doloroso. Ma non dimentichiamo che se Dio è buono ciò che ci aspetta non è da meno di quello che è passato. Tuttavia si aggiunge la malinconia, e forse non è un male, perchè, come dice Lewis, essa stessa è una fase della nostra danza. E d'altra parte Gandalf dice proprio in un caso simile: "Non vi dirò non piangete, perchè non tutte le lacrime sono un male". Sarà bello quando ci sarà svelato il mistero del dolore.


Fà, o Dio che una positività totale guidi il mio animo, 
in qualsiasi condizione mi trovi, qualunque rimorso abbia,
qualunque ingiustizia senta pesare su di me, 
qualunque oscurità mi circondi, 
qualunque inimicizia, qualunque morte mi assalga, 
perché Tu, che hai fatto tutti gli esseri, sei per il bene. 
Tu sei l'ipotesi positiva su tutto ciò che io vivo. 
Luigi Giussani
  

lunedì 28 maggio 2012

Com'è grande questo Papa!


B XVI! B XVI! B XVI!

[...] In anni lontani, durante una conversazione in cui erano emersi tutti i veleni e le minacce che stavano facendo oscillare paurosamente la barca di Pietro, concluse con disarmante certezza che – in ogni caso – è il Signore stesso che guida la storia e porterà lui in salvo la sua Chiesa. [...]
Per papa Ratzinger la “vittoria” della Chiesa non è una vittoria mondana, non è un successo legato ai criteri terreni o alle istituzioni vaticane. Ma l’evidenza che la compagnia di Gesù vince il male, il dolore e la morte.[...]


Qui il link al bell'articolo di Socci l'inspiegabile pace di una fragile roccia

giovedì 17 maggio 2012

Travolgente fine dell'anno!


Siamo all'ultimo mese di scuola, gli impegni e lo studio è tanto, le cose belle pure, anzi, molte di più. Tante che non saprei da dove iniziare per scriverle tutte: citazioni e aforismi splendidi raccolti qua e là, amicizie e affetti inaspettati, bei libri, temi e saggi, la tesina da scrivere, che non è una costrizione, ma una sfida, e mi riempie di gioia e speranza per i grandi uomini di cui parla, la musica, il sole e il cielo! Sono in una travolgente fine dell'anno scolastico, e, certo, la fatica e tanta, il tempo manca, lo studio è pesante, ma che splendida occasione da vivere! Dare a ogni minuto il valore che merita, desiderare e desiderare, chiedere aiuto e riconoscersi così piccoli! Ribellarsi alle ingiustizie, ridere, ridere e ridere ancora, poggiare la propria speranza su un'unica Persona! Certo, oggi sono felice, e tali parole scaturiscono in gran parte dal mio stato d'animo; è possibile che nei prossimi giorni mi troviate affranta, stanca o triste... Ma passiva, questo mai!
Anche la fine dell'anno è un tempo di Grazia! Perciò, cari amici, se qualche stanco studente capita tra queste righe, si consoli e viva, perchè non si ha la felicità se la si rimanda!
Vorrei pubblicare tutte le poesie di Ungaretti, perchè con la loro bellezza e drammaticità mi innamorano e conquistano... Ma non è la sede. Comunque che splendida cosa essere indietro con il programma e affrontarlo in questa parte dell'anno, così che si capisca che è nella sofferenza e nella fatica che si erge la statura e natura del cuore umano.
Retorica? Forse le mie frasi, ma non certo il contenuto. Vi abbraccio e mi rituffo nello studio (e nelle versioni di greco, ahimè!)

lunedì 5 marzo 2012



Siamo in battaglia.
E si deve combattere molto. Ma proprio in questo momento difficile mi accorgo che di più sono gli amici che si presentano alla porta. Sono tanti quelli che vengono a consolare, ad abbracciare, a essere grandiosi coraggiosissimi testimoni. Ci è da poco morto un amico, uno dei più grandi, che soprattutto negli ultimi mesi è stato uno dei più grandi testimoni di santità della mia vita. Ho pianto. Non per lui che, è sicuramente già arrivato a destinazione. Ho pianto per me, che ho perso un così grande amico, esempio ed affetto. Ho pianto perchè avrei voluto essere come lui. Per chi lasciava qui.
Ma il nostro dolore era traboccante di Speranza. Mentre le sue spoglie scendevano nella terra abbiamo cantato. Un canto pieno di Speranza, ripetendo il nome di Colui che ci salva e che questo amico può infine contemplare.


mercoledì 4 gennaio 2012

Terminata la (ri)lettura della trilogia cosmica


Mentre ero a Pisa ho iniziato a leggere due o re libri, tanto insipidi e di scarso talento che li ho abbandonati dopo poche pagine. Poi arrivata a casa ho deciso di rileggere la trilogia cosmica.
Incredibile come ha risvegliato fede, amore alla realtà e immenso rispetto per la maestà di Dio e dell'universo.
Lewis è davvero un grande insegnante anche quando ci racconta una favola (come lui stesso la definisce).

sabato 24 dicembre 2011

Auguri

Stanotte rinasce la nostra Speranza
Buon Natale

"Il Natale è l'evento più sorprendente, più inimmaginabile che ci sia, perchè quella spinta che al compimento di noi stessi ha avuto una risposta, e questa risposta è diventata un uomo, una presenza, un abbraccio.
Solo la tenerezza infinita di Dio può permettere all'uomo di ripartire sempre, di lottare sempre, di lottare sempre, di tornare a costruire dopo che le sue costruzioni di prima sono state abbattute. Questa tenerezza è qui, tra noi. Perciò buon Natale, senza paura."

Da Tracce


"La gioia dell’amore, la risposta al dramma della sofferenza e del dolore, la forza del perdono davanti all’offesa ricevuta e la vittoria della vita dinanzi al vuoto della morte, tutto trova compimento nel mistero della sua Incarnazione, del suo farsi uomo, del condividere con noi la debolezza umana per trasformarla con la potenza della sua Risurrezione."

Benedetto XVIPorta Fidei, n. 13


venerdì 16 dicembre 2011

L'unica cosa che fa risorgere un cuore affranto è il sentirsi amati da qualcuno. L'unica cosa di cui abbiamo bisogno per riprendere speranza è una carezza... Sì, una carezza del Nazareno.




mercoledì 30 novembre 2011

Giussani e Virgilio si intendevano

"un individuo che  avesse vissuto poco l'impatto con la realtà, perché, ad esempio, ha avuto ben poca fatica da compiere, avrà scarso il senso della propria coscienza, percepirà meno l'energia e la vibrazione della sua ragione".


Don Giussani, Il senso religioso


"è il padre Giove, lui stesso che ha voluto così difficile la via del coltivare, e per primo fece smuovere con arte la terra dei campi, aguzzando con le preoccupazioni i pensieri dei mortali, per impedire che il suo regno restasse addormentato in un pesante torpore d'inezia."

Virgilio, Georgiche, I, 120

giovedì 24 novembre 2011


"Soffri e sii grande: il tuo destino è questo,
finor: soffri, ma spera: il tuo gran corso
comincia appena; e chi sa dir, quai tempi,
quali opre il cielo ti prepara? Il cielo
che re ti fece, ed un tal cor ti diede."


Manzoni, Adelchi, atto III scena 1a

mercoledì 14 settembre 2011

Il banco, ovvero Dio vede e provvede

e altre storielle sui primi giorni di scuola



Sono tre giorni che sono tornata a scuola. Vi aspettate disperazione, lamentele e tristezza?
Allora leggete da un'altra parte. Non qui.

Nella mia classe ci sono alcuni compagni a cui sono particolarmente legata, e quest'anno avrei voluto molto sedermi vicino a qualcuno di loro. Ma pochi giorni prima dell'inizio scopro che tutti sono già accoppiati, e dunque per ora sono sola. Dato che l'atra parte di classe e molto legata comincio ad avere il terrore di finire vicino a uno in particolare, cosa che davvero non vorrei. Ho fatto cadere lacrime amare nel giardino: si tratta di un anno intero, l'ultimo, e se sei vicino alla persona con cui proprio non fili........... Beh, posso mettermi con X, anche se... Non vedo via d'uscita e dunque mi dico: allora, o Dio c'è anche qui, o sono tutte storie. Mi fido di Te. So che dovunque capiterò sarà per un motivo, anche se mi parrà tremendo. E poi grazie alla lettura del meraviglioso romanzo "L'isola del mondo" continuo: offrirò le sofferenze; anche in questa circostanza esiste una ragione. Passo nella tranquillità gli ultimi giorni di vacanza e alla mattina di lunedì i posti si riempiono grandiosamente e infine si siede accanto a me una ragazza che mi è cara, benchè non la conosca tantissimo. Qui è chiara la Grazia di Dio, maledetta te che disperavi. Deo Gratias. "Sono contenta di essere con te!" le dico. "Anch'io" risponde.
Il tutto ad maiorem Dei gloriam, naturalmente.


Dopo un inizio così grande sono felice.

Oggi ho incontrato una mia ex professoressa di italiano e latino nel corridoio, una cara, cara donna. Mi ha chiesto come stavo, mi ha fatto gli auguri per l'anno e infine, lasciandomi esterrefatta, mi ha detto che sapeva che ero andata a lavorare al Meeting e mi ha chiesto come era stato. Splendido, rispondo io, come sempre. E di Sul suo volto il sorriso si allarga ancora di più (non pensavo fosse possibile). Ho lavorato come volontaria, è stato faticoso, ma impagabile, continuo felice. E poi mi saluta. Ho ripensato solo più tardi a come io non l'abbia vista mai abbattuta, e a tutti i giorni che ci incontrava con il sorriso e con un gioia indistruttibile. Lei è una donna felice. Dopo oggi non me ne stupisco. Perchè i beati sono tutti in Paradiso...
  

giovedì 8 settembre 2011

Il Papa sulla Bellezza: splendido

Cari fratelli e sorelle,

più volte ho richiamato, in questo periodo, la necessità per ogni cristiano di trovare tempo per Dio, per la preghiera, in mezzo alle tante occupazioni delle nostre giornate. Il Signore stesso ci offre molte occasioni perché ci ricordiamo di Lui. Oggi vorrei soffermarmi brevemente su uno di questi canali che possono condurci a Dio ed essere anche di aiuto nell’incontro con Lui: è la via delle espressioni artistiche, parte di quella “via pulchritudinis” – “via della bellezza” - di cui ho parlato più volte e che l’uomo d’oggi dovrebbe recuperare nel suo significato più profondo.

Forse vi è capitato qualche volta davanti ad una scultura, ad un quadro, ad alcuni versi di una poesia, o ad un brano musicale, di provare un’intima emozione, un senso di gioia, di percepire, cioè, chiaramente che di fronte a voi non c’era soltanto materia, un pezzo di marmo o di bronzo, una tela dipinta, un insieme di lettere o un cumulo di suoni, ma qualcosa di più grande, qualcosa che “parla”, capace di toccare il cuore, di comunicare un messaggio, di elevare l’animo. Un’opera d’arte è frutto della capacità creativa dell’essere umano, che si interroga davanti alla realtà visibile, cerca di scoprirne il senso profondo e di comunicarlo attraverso il linguaggio delle forme, dei colori, dei suoni. L’arte è capace di esprimere e rendere visibile il bisogno dell’uomo di andare oltre ciò che si vede, manifesta la sete e la ricerca dell’infinito. Anzi, è come una porta aperta verso l’infinito, verso una bellezza e una verità che vanno al di là del quotidiano. E un’opera d’arte può aprire gli occhi della mente e del cuore, sospingendoci verso l’alto.

Ma ci sono espressioni artistiche che sono vere strade verso Dio, la Bellezza suprema, anzi sono un aiuto a crescere nel rapporto con Lui, nella preghiera. Si tratta delle opere che nascono dalla fede e che esprimono la fede. Un esempio lo possiamo avere quando visitiamo una cattedrale gotica: siamo rapiti dalle linee verticali che si stagliano verso il cielo ed attirano in alto il nostro sguardo e il nostro spirito, mentre, in pari tempo, ci sentiamo piccoli, eppure desiderosi di pienezza… O quando entriamo in una chiesa romanica: siamo invitati in modo spontaneo al raccoglimento e alla preghiera. Percepiamo che in questi splendidi edifici è come racchiusa la fede di generazioni. Oppure, quando ascoltiamo un brano di musica sacra che fa vibrare le corde del nostro cuore, il nostro animo viene come dilatato ed è aiutato a rivolgersi a Dio. Mi torna in mente un concerto di musiche di Johann Sebastian Bach, a Monaco di Baviera, diretto da Leonard Bernstein. Al termine dell’ultimo brano, una delle Cantate, sentii, non per ragionamento, ma nel profondo del cuore, che ciò che avevo ascoltato mi aveva trasmesso verità, verità del sommo compositore, e mi spingeva a ringraziare Dio. Accanto a me c'era il vescovo luterano di Monaco e spontaneamente gli dissi: “Sentendo questo si capisce: è vero; è vera la fede così forte, e la bellezza che esprime irresistibilmente la presenza della verità di Dio. Ma quante volte quadri o affreschi, frutto della fede dell’artista, nelle loro forme, nei loro colori, nella loro luce, ci spingono a rivolgere il pensiero a Dio e fanno crescere in noi il desiderio di attingere alla sorgente di ogni bellezza. Rimane profondamente vero quanto ha scritto un grande artista, Marc Chagall, che i pittori per secoli hanno intinto il loro pennello in quell’alfabeto colorato che è la Bibbia. Quante volte allora le espressioni artistiche possono essere occasioni per ricordarci di Dio, per aiutare la nostra preghiera o anche la conversione del cuore! Paul Claudel, famoso poeta, drammaturgo e diplomatico francese, nella Basilica di Notre Dame a Parigi, nel 1886, proprio ascoltando il canto del Magnificat durante la Messa di Natale, avvertì la presenza di Dio. Non era entrato in chiesa per motivi di fede, era entrato proprio per cercare argomenti contro i cristiani, e invece la grazia di Dio operò nel suo cuore.

Cari amici, vi invito a riscoprire l’importanza di questa via anche per la preghiera, per la nostra relazione viva con Dio. Le città e i paesi in tutto il mondo racchiudono tesori d’arte che esprimono la fede e ci richiamano al rapporto con Dio. La visita ai luoghi d’arte, allora, non sia solo occasione di arricchimento culturale - anche questo - ma soprattutto possa diventare un momento di grazia, di stimolo per rafforzare il nostro legame e il nostro dialogo con il Signore, per fermarsi a contemplare - nel passaggio dalla semplice realtà esteriore alla realtà più profonda che esprime - il raggio di bellezza che ci colpisce, che quasi ci “ferisce” nell’intimo e ci invita a salire verso Dio. Finisco con una preghiera di un Salmo, il Salmo 27: “Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del Signore e ammirare il suo santuario” (v. 4). Speriamo che il Signore ci aiuti a contemplare la sua bellezza, sia nella natura che nelle opere d'arte, così da essere toccati dalla luce del suo volto, perché anche noi possiamo essere luci per il nostro prossimo. Grazie.

lunedì 29 agosto 2011

Caro Meeting,



Mi perdonate se non scrivo molto tornata oggi? Molto lavoro, poco riposo e tanta letizia. Oggi con gli occhi che mi si chiudono e il mal di testa ho continuamente in mente la Fiera, quella che ho scoperto essere la mia casa. Una casa di chilometri e chilometri quadrati, un'arena e la promozione, dove sempre si ritorna. Ma è soprattutto una casa fatta di volti: i grandi amici con cui lavori, quelli che non vedi da tempo, parenti conoscenti, persone grandi che ammiri e ascolti. Spesso mi sono ritrovata a pensare in questi giorni: "Questa è la mia casa". Perchè il Paradiso si rende concreto attraverso delle persone, come Gesù mangiava i pesci assieme agli apostoli dopo la Resurrezione. Io la mia vita la voglio affrontare con gente così. E mi commuovo a pensare a cosa sta accadendo a questo popolo: tutti affascinati da un solo uomo lo cerchiamo in ogni cosa della vita. E oggi più che mai anche io desidero vivere per sempre insieme a Lui, Cristo, senso del dolore, motivo della gioia, ragione della certezza. Sono commossa per l'amica che mi ha invitato a lavorare umilmente vendendo cataloghi, ovvero stressando la gente, grata per il bene che mi ha voluto invitandomi ad abbracciare di persona Cristo. E il mio pensiero va grato a tutti coloro che ci sono stati, che lo hanno pensato non potendo passare che mi hanno fatto una proposta di bene per me anche se loro stessi non vi potevano partecipare, come l'amica che mi invita caldamente ad andare a una mostra. Uomini di tutte le culture, generazioni, convinzioni e caratteri a seguire la stessa Persona. Che tutti chiama, tutti ama, tutti conforta.


  

sabato 16 luglio 2011

Folgarida, 10-15 luglio


La vacanzina di Gs è stata sulle Dolomiti, in Trentino. E' stata diversa e strana rispetto alle altre volte... A momenti di profonda commozione seguivano momenti di vuoto e rabbia. Ma torno a casa con l'assoluta certezza di Dio, bellezza nel cuore e tre sentimenti tra loro misti: la felicità per i momenti e i volti con cui mi si è svelato il Mistero, la tristezza per il lungo tempo che forse passerà prima che io li possa rivedere (soprattutto i grandi amici dell'Abruzzo, anche molti a cui non ho nemmeno mai parlato, ma che veramente sono stati una Grazia), e la sicurezza profonda che Dio me li farà rincontrare in qualche tornante della strada.


giovedì 5 maggio 2011

Doni



Ogni giorno ricevo un dono.
Forse è il Triduo che mi ha aperto gli occhi di fronte al mistero di ogni giornata e a come il Mistero mi raggiunge... Forse ricevevo tutto questo anche prima e non me accorgevo... O forse Dio mi sta dando tutto questo per prepararmi a qualcosa. Non lo so, ma il fatto è che ogni giorno ricevo almeno un dono grandissimo. Ho gli occhi spalancati ogni giorno e mi stupisco sempre più di quanto ricevo, doni gratuiti e inaspettati. Dio mi stupisce sempre più per il suo immenso amore e sono lieta.


Grazie anche a voi tutti,
Felice di essere desta.


    

domenica 1 maggio 2011

Messaggio di Medjugorje, 25 aprile 2011 [O]

Marija during an apparition
"Cari figli, come la natura dà i colori più belli dell'anno, così anch'io vi invito a testimoniare con la vostra vita e ad aiutare gli altri ad avvicinarsi al mio Cuore Immacolato perché la fiamma dell'amore verso l'Altissimo germogli nei loro cuori. Io sono con voi e prego incessantemente per voi perché la vostra vita sia il rilfesso del paradiso qui sulla terra. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. "

Ringrazio Dio e gioisco oggi, con Giovanni Paolo nella schiera dei beati!
Alleluja
  

giovedì 28 aprile 2011





"Cristo è all'opera in un io commosso; abbi attenzione verso la realtà perchè è lì che Lui si fa vedere, è lì che si risveglia il cuore.  L'averLo visto te ne fa sentire ancora di più la mancanza"

"Mi chiede: Non è che sei passata dalla dipendenza dalla droga alla dipendenza dalla comunità? Lo dico proprio fuori dai denti: io dipendo solo da Cristo. La Comunità è una cosa bella e io non la lascio."

"Entusiasmo=essere dentro Dio. L'unica cosa in cui bisogna essere forti è il desiderio di essere raggiunti da una cosa grandissima."

"Frugare la realtà con curiosità. State al cuore e alla realtà e Lo riconoscerete, otterrete pian piano questa familiarità a Lui."

"E? impossibile che io non cada: se fossi in grado di stare in piedi da solo, c'era bisogno di Gesù? (State contenti , umana gente al quia;/ché, se possuto aveste veder tutto,/mestier non era partorir Maria”) Un momento di fatica non può far fuori quello che hai vissuto e amato. Che Volto avrà oggi? E' la fantasia del Mistero. L'iniziativa di Dio è un abbraccio al mio bisogno umano."




Saluto al Triduo pasquale di Gioventù Studentesca

Rimini, 21−23 aprile 2011


Sentire urgere dentro di sé le esigenze di felicità, di bellezza, di giustizia, di amore, di verità, sentirle vibrare, ribollire in ogni fibra del nostro essere è inevitabile, tranne che uno sia una pietra. Prenderle sul serio è una decisione, la decisione più grande della vita. Dalle conseguenze imprevedibili. Solo per audaci. Solo per gente viva, libera, capace di volersi veramente bene. Per gente che vuol vivere all’altezza dell’ideale a cui il cuore spinge senza sosta. 

Trovare compagni al destino così è una grazia. Per questo la Bibbia dice: «Chi trova un amico, trova un tesoro». Mi auguro di trovare tanti amici tra di voi. Che non abbiano paura delle proprie esigenze. Che non abbiano paura di diventare grandi, di essere adulti. Anzi, che non si accontentino di niente di meno.
In attesa di incrociarvi in un qualche tornante della strada, vi auguro una Buona Pasqua.


Vostro compagno d’avventura


Julián Carrón


23 aprile 2011.