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lunedì 4 marzo 2013

Buona Quaresima

[...] Il cristiano è una persona conquistata dall’amore di Cristo e perciò, mosso da questo amore - «caritas Christi urget nos» (2 Cor 5,14) –, è aperto in modo profondo e concreto all'amore per il prossimo (cfr ibid., 33). Tale atteggiamento nasce anzitutto dalla coscienza di essere amati, perdonati, addirittura serviti dal Signore, che si china a lavare i piedi degli Apostoli e offre Se stesso sulla croce per attirare l’umanità nell’amore di Dio.
«La fede ci mostra il Dio che ha dato il suo Figlio per noi e suscita così in noi la vittoriosa certezza che è proprio vero: Dio è amore! ... La fede, che prende coscienza dell'amore di Dio rivelatosi nel cuore trafitto di Gesù sulla croce, suscita a sua volta l'amore. Esso è la luce – in fondo l'unica – che rischiara sempre di nuovo un mondo buio e ci dà il coraggio di vivere e di agire» (ibid., 39). Tutto ciò ci fa capire come il principale atteggiamento distintivo dei cristiani sia proprio «l'amore fondato sulla fede e da essa plasmato» (ibid., 7). [...]




martedì 19 febbraio 2013

Anche per gli architetti!

L’amore, l’amicizia di Dio, ci è stata data perché arrivi anche agli altri. E dobbiamo portare un frutto che rimanga. Tutti gli uomini vogliono lasciare una traccia che rimanga. Ma che cosa rimane? Il denaro no. Anche gli edifici non rimangono; i libri nemmeno.
L’unica cosa, che rimane in eterno, è l’anima umana, l’uomo creato da Dio per l’eternità. Il frutto che rimane è perciò quanto abbiamo seminato nelle anime umane – l’amore, la conoscenza; il gesto capace di toccare il cuore; la parola che apre l’anima alla gioia del Signore. Allora andiamo e preghiamo il Signore, perché ci aiuti a portare frutto, un frutto che rimane. Solo così la terra viene cambiata da valle di lacrime in giardino di Dio”.


Papa Benedetto XVI

venerdì 19 ottobre 2012


Citato da Carròn nel bellissimo intervento dal titolo "La vita come vocazione", riporto parte del capitolo 4 della seconda lettera ai Corinzi di San Paolo: consapevoli che tutte le cose che ci accadono, dalle belle alle dolorose, ci portano a uno scopo preciso, sono conosciute da Dio e hanno un serio motivo di accadere. Così in ogni momento ci sostiene la compagnia di Cristo, perchè davvero lo sentiamo padre e amico.

"Siamo infatti tribolati da ogni parte, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. [...]
Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi? Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello. Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore."


venerdì 30 marzo 2012

Dalla sofferenza la grandezza...



Coraggio amico...



DESOLAZIONE DEL POVERO POETA SENTIMENTALE

Perché tu mi dici: poeta?
Io non sono un poeta.
Io non sono che un piccolo fanciullo che piange.
Vedi: non ho che le lagrime da offrire al Silenzio.
Perché tu mi dici: poeta?


Le mie tristezze sono povere tristezze comuni.
Le mie gioie furono semplici,
semplici così, che se io dovessi confessarle a te arrossirei.

Oggi io penso a morire.


Io voglio morire, solamente, perché sono stanco;
solamente perché i grandi angioli
su le vetrate delle cattedrali
mi fanno tremare d'amore e di angoscia;
solamente perché, io sono, oramai,
rassegnato come uno specchio,
come un povero specchio melanconico.
Vedi che io non sono un poeta:
sono un fanciullo triste che ha voglia di morire.


Oh, non maravigliarti della mia tristezza!
E non domandarmi;
io non saprei dirti che parole così vane,
Dio mio, così vane,
che mi verrebbe di piangere come se fossi per morire.
Le mie lagrime avrebbero l'aria
di sgranare un rosario di tristezza
davanti alla mia anima sette volte dolente,
ma io non sarei un poeta;
sarei, semplicemente, un dolce e pensoso fanciullo
cui avvenisse di pregare, così, come canta e come dorme.


Io mi comunico del silenzio, cotidianamente, come di Gesù.
E i sacerdoti del silenzio sono i romori,
poi che senza di essi io non avrei cercato e trovato il Dio.


Questa notte ho dormito con le mani in croce.
Mi sembrò di essere un piccolo e dolce fanciullo
dimenticato da tutti gli umani,
povera tenera preda del primo venuto;
e desiderai di essere venduto,
di essere battuto
di essere costretto a digiunare
per potermi mettere a piangere tutto solo,
disperatamente triste,
in un angolo oscuro.


Io amo la vita semplice delle cose.
Quante passioni vidi sfogliarsi, a poco a poco,
per ogni cosa che se ne andava!
Ma tu non mi comprendi e sorridi.
E pensi che io sia malato.


Oh, io sono, veramente malato!
E muoio, un poco, ogni giorno.
Vedi: come le cose.
Non sono, dunque, un poeta:
io so che per esser detto: poeta, conviene
viver ben altra vita!
Io non so, Dio mio, che morire.
Amen.

Sergio Corazzini
   

mercoledì 21 marzo 2012

Ciò che mi aiuta ad andare avanti anche nei giorni di fatica è la bellezza della primavera che avanza, e uno sguardo al Crocifisso che, grazie al cielo, è ancora appeso al muro: la certezza di essere amati nonostante tutto mi fa andare avanti. Perchè "Cristo ci ama; ci ha liberato con il suo sangue"


Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai.

Isaia 8, 15

lunedì 5 marzo 2012



Siamo in battaglia.
E si deve combattere molto. Ma proprio in questo momento difficile mi accorgo che di più sono gli amici che si presentano alla porta. Sono tanti quelli che vengono a consolare, ad abbracciare, a essere grandiosi coraggiosissimi testimoni. Ci è da poco morto un amico, uno dei più grandi, che soprattutto negli ultimi mesi è stato uno dei più grandi testimoni di santità della mia vita. Ho pianto. Non per lui che, è sicuramente già arrivato a destinazione. Ho pianto per me, che ho perso un così grande amico, esempio ed affetto. Ho pianto perchè avrei voluto essere come lui. Per chi lasciava qui.
Ma il nostro dolore era traboccante di Speranza. Mentre le sue spoglie scendevano nella terra abbiamo cantato. Un canto pieno di Speranza, ripetendo il nome di Colui che ci salva e che questo amico può infine contemplare.


domenica 19 febbraio 2012

"Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche! Ecco, faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?"

Isaia 43, 18-19

L'ho ricevuta 4 anni fa in un biglietto alla fiera del libro. Oggi ha ancora più significato. 


mercoledì 4 gennaio 2012

Terminata la (ri)lettura della trilogia cosmica


Mentre ero a Pisa ho iniziato a leggere due o re libri, tanto insipidi e di scarso talento che li ho abbandonati dopo poche pagine. Poi arrivata a casa ho deciso di rileggere la trilogia cosmica.
Incredibile come ha risvegliato fede, amore alla realtà e immenso rispetto per la maestà di Dio e dell'universo.
Lewis è davvero un grande insegnante anche quando ci racconta una favola (come lui stesso la definisce).

lunedì 19 dicembre 2011


"Coraggio è, in effetti, una contraddizione in termini. Significa: un forte desiderio di vivere che prende la sua forma dalla prontezza a morire. ‘Chi perderà la sua vita, la salverà’, non è una citazione mistica per santi ed eroi. È un’indicazione quotidiana per marinai e montanari. Non deve semplicemente aggrapparsi alla vita, perché sarebbe un codardo, e non ne uscirebbe. Non deve semplicemente aspettare di morire, perché sarebbe un suicida, e non ne uscirebbe. Deve difendere la propria vita con un furioso spirito di indifferenza nei confronti di essa; deve desiderare la vita con acqua e, anche, bere la morte come vino. Nessun filosofo, credo, ha mai trattato questo enigma con sufficiente lucidità, e neppure io l’ho fatto. Ma la Cristianità ha fatto di più: ha segnato il limite tra la tomba tragica di un suicida e quella di un eroe, mostrando la distanza che c’è tra chi muore in nome della vita e chi muore in nome della morte. "
(Da Ortodossia1908)



Dal blog di Annalisa Teggi

martedì 13 dicembre 2011


"Noi non cesseremo mai di esplorare e alla fine del nostro esplorare torneremo là dove siamo partiti e conosceremo il posto per la prima volta"
T. S. Eliot

domenica 6 novembre 2011

Eh, senza gli amici...


Senza gli amici che ti chiedono "come stai?", che ti chiedono di raccontargli come va la vita, che studiano assieme a te, che ti fanno aprire gli occhi sulla enorme bellezza che hai davanti, che ti fanno ridere e sorridere, che ti insegnano grandi cose è difficile andare avanti. Senza di loro è difficile guardare il Crocifisso e ringraziare di esistere...


martedì 1 novembre 2011


"Santità= conoscere e accettare il vuoto che è  in noi e che Dio colma di Sè nella misura in cui ci si apre alla sua Bellezza."

"Cari amici, ripetutamente l’immagine dei santi è stata sottoposta a caricatura e presentata in modo distorto, come se essere santi significasse essere fuori dalla realtà, ingenui e senza gioia. Non di rado si pensa che un santo sia soltanto colui che compie azioni ascetiche e morali di altissimo livello e che perciò certamente si può venerare, ma mai imitare nella propria vita. Quanto è errata e scoraggiante questa opinione! Non esiste alcun santo, fuorché la beata Vergine Maria, che non abbia conosciuto anche il peccato e che non sia mai caduto. 

Cari amici, Cristo non si interessa tanto a quante volte nella vita vacilliamo e cadiamo, bensì a quante volte noi, con il suo aiuto, ci rialziamo. Non esige azioni straordinarie, ma vuole che la sua luce splenda in voi. Non vi chiama perché siete buoni e perfetti, ma perché Egli è buono e vuole rendervi suoi amici. Sì, voi siete la luce del mondo, perché Gesù è la vostra luce. Voi siete cristiani – non perché realizzate cose particolari e straordinarie – bensì perché Egli, Cristo, è la vostra, nostra vita. Voi siete santi, noi siamo santi, se lasciamo operare la sua Grazia in noi."


Discorso del Papa in Germania
  

lunedì 29 agosto 2011

Caro Meeting,



Mi perdonate se non scrivo molto tornata oggi? Molto lavoro, poco riposo e tanta letizia. Oggi con gli occhi che mi si chiudono e il mal di testa ho continuamente in mente la Fiera, quella che ho scoperto essere la mia casa. Una casa di chilometri e chilometri quadrati, un'arena e la promozione, dove sempre si ritorna. Ma è soprattutto una casa fatta di volti: i grandi amici con cui lavori, quelli che non vedi da tempo, parenti conoscenti, persone grandi che ammiri e ascolti. Spesso mi sono ritrovata a pensare in questi giorni: "Questa è la mia casa". Perchè il Paradiso si rende concreto attraverso delle persone, come Gesù mangiava i pesci assieme agli apostoli dopo la Resurrezione. Io la mia vita la voglio affrontare con gente così. E mi commuovo a pensare a cosa sta accadendo a questo popolo: tutti affascinati da un solo uomo lo cerchiamo in ogni cosa della vita. E oggi più che mai anche io desidero vivere per sempre insieme a Lui, Cristo, senso del dolore, motivo della gioia, ragione della certezza. Sono commossa per l'amica che mi ha invitato a lavorare umilmente vendendo cataloghi, ovvero stressando la gente, grata per il bene che mi ha voluto invitandomi ad abbracciare di persona Cristo. E il mio pensiero va grato a tutti coloro che ci sono stati, che lo hanno pensato non potendo passare che mi hanno fatto una proposta di bene per me anche se loro stessi non vi potevano partecipare, come l'amica che mi invita caldamente ad andare a una mostra. Uomini di tutte le culture, generazioni, convinzioni e caratteri a seguire la stessa Persona. Che tutti chiama, tutti ama, tutti conforta.


  

giovedì 4 agosto 2011

Sulla confessione (e non solo)

Come è difficile accettarsi quando si vede tutto il proprio male e si hanno davanti tutti i propri limiti... L'unica salvezza è vedere come si è guardati, perdonati e amati da un Altro. Solo quando qualcun altro ti perdona e ama puoi accettare di perdonarti e amarti. Così, come diceva Chesterton: "Ho trovato soltanto una religione che osasse scendere con me nella profondità di me stesso”. Per poi con te risorgere.

sabato 16 luglio 2011

Folgarida, 10-15 luglio


La vacanzina di Gs è stata sulle Dolomiti, in Trentino. E' stata diversa e strana rispetto alle altre volte... A momenti di profonda commozione seguivano momenti di vuoto e rabbia. Ma torno a casa con l'assoluta certezza di Dio, bellezza nel cuore e tre sentimenti tra loro misti: la felicità per i momenti e i volti con cui mi si è svelato il Mistero, la tristezza per il lungo tempo che forse passerà prima che io li possa rivedere (soprattutto i grandi amici dell'Abruzzo, anche molti a cui non ho nemmeno mai parlato, ma che veramente sono stati una Grazia), e la sicurezza profonda che Dio me li farà rincontrare in qualche tornante della strada.


sabato 9 luglio 2011

Regali su regali


Vacanza: il tempo privilegiato della libertà, cioè il tempo della ricerca della soddisfazione vera.



Grazie di tutto e di tutti, fa che non mi perda mai nel mio pensiero del mondo, ma guardi i fatti e la Realtà, così belli indipendentemente dal fatto che io esista o no... Troppa filosofia? Direi piuttosto il suo contrario:  "Disperdi i superbi nei pensieri del loro cuore". Voglio solo che non mi accada questo: invece di pettegolezzo, giudizio affrettato o una sbagliata introspezione, la Realtà e Dio. Ma ho così bisogno d'aiuto in questo... Perdonate, ho un po' di confusione in testa e insieme tanta gratitudine e paura... Ma vorrei che si alzasse alto il mio ringraziamento a Dio.


lunedì 27 giugno 2011

Dopo una passeggiata in un luogo molto hobbit


"Seguiremo la strada segnata
finché non cadrà il sole,
cammineremo nel prato in salita
tra erica e fiori
perché casa è vicina,
il sole alle spalle
e abbiamo fame di vita."

giovedì 23 giugno 2011



IL MIO VOLTO

Mio Dio, mi guardo ed ecco scopro
che non ho volto;
guardo il mio fondo
e vedo il buio senza fine.

Solo quando mi accorgo che tu sei,
come un eco risento la mia voce
e rinasco come il tempo dal ricordo.

Perché tremi mio cuore? Tu non sei solo,
tu non sei solo;
amar non sai e sei amato, e sei amato;
farti non sai e pur sei fatto, e pur sei fatto.

Come le stelle su nei cieli,
nell'Essere tu fammi camminare,
fammi crescere e mutare, come la luce
che cresci e muti nei giorni e nelle notti.

L'anima mia fai come neve che si colora
come le tenere tue cime, al sole del tuo amor.



In questa settimana mi sono, per fortuna, capitate cose che mi hanno abbassato un po' la cresta; mi sentivo una dea: ora vedo che non valgo nulla... Ma solo e proprio da qui trovo una grande pace e serenità e qui si acquieta la mia enorme, smisurata paura. C'è Dio che bada a me. E ieri sera ho aperto un libretto su Filippo Neri e di schianto ho letto: "Bisogna desiderare di far cose grandi per servizio di Dio e non contentarsi di una bontà mediocre".
Grazie!
   

sabato 28 maggio 2011

Alla ricerca della Bellezza



Ogni volta che a scuola scopro un frammento di Bellezza, disperso tra le pagine di un libro, in una poesia, in un canto, sempre non aspetto altro che correre a casa, quasi per rimirare il mio tesoro nella calma. Ma soprattutto mi sento proprio come quando da piccola girando per i prati trovavo qualcosa di strano, fiore, pianta, animale che fosse: allora correvo dal mio papà tutta eccitata con il fiore in mano e glielo facevo vedere entusiasta, oppure lo trascinavo dove avevo visto la cosa curiosa e gliela mostravo, aspettandomi anche una spiegazione. Così ero sicura che anche l'altro avesse visto ed ero poi felice se scoprivo qualcosa di nuovo. Ci rimanevo malissimo invece se chi avevo chiamato mi rispondeva: "Sì, e allora? non lo sapevi?". Ancora adesso mi viene da restare con la bocca spalancata (metaforicamente, ma anche realmente con grande divertimento di chi mi sta accanto) davanti alla realtà, davanti agli antichi uomini e davanti ai libri, e sono convinta che il tempo che passo a scuola non si risolva che in questo: una continua ricerca della Bellezza sparsa per il mondo.

  

giovedì 26 maggio 2011

Scoperte tra le cartacee pagine...



Raffaello, La liberazione di San Pietro, Stanze Vaticane

Presi per mano ritorniamo nella vita e a camminare verso Dio...