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sabato 5 maggio 2012

La realtà è il luogo dove Dio ci incontra, e che ci spinge a cercarlo, perchè in essa Egli dissemina segni di Sé...

S'è rifatta la calma
nell'aria: tra gli scogli parlotta la maretta.
Sulla costa quietata, nei broli, qualche palma
a pena svetta.

Una carezza disfiora
la linea del mare e la scompiglia
un attimo, soffio lieve che vi s'infrange e ancora
il cammino ripiglia.

Lameggia nella chiaria
la vasta distesa, s'increspa, indi si spiana beata
e specchia nel suo cuore vasto codesta povera mia
vita turbata.

O mio tronco che additi,
in questa ebrietudine tarda,
ogni rinato aspetto coi germogli fioriti
sulle tue mani, guarda:

sotto l'azzurro fitto
del cielo qualche uccello di mare se ne va;
né sosta mai: perché tutte le immagini portano scritto:
"più in là!"
.

Eugenio Montale, Ossi di seppia


giovedì 19 aprile 2012

Chesterton stupisce (e dice di stupirsi) ancora







Perfettamente in linea con il titolo ecco qui un saggio bello, poco serioso e per nulla pesante... 
Viva Chesterton, come sempre!


 "[...] è molto meglio essere legati a una cosa meravigliosa che consentire a una semplice lista di cose meravigliose di privarci della capacità di meravigliarci. [...] Il semplice fatto di aver visto spesso dei lampioni che in genere hanno lo stesso aspetto, non ci impedirà di per sè di apprezzare la loro fiammella, così come accade al bambino."

G. K. Chesterton, La serietà non è una virtù


I lampioni... un topos dei "Chestertoniani".

Notting Hill


venerdì 30 marzo 2012

Dalla sofferenza la grandezza...



Coraggio amico...



DESOLAZIONE DEL POVERO POETA SENTIMENTALE

Perché tu mi dici: poeta?
Io non sono un poeta.
Io non sono che un piccolo fanciullo che piange.
Vedi: non ho che le lagrime da offrire al Silenzio.
Perché tu mi dici: poeta?


Le mie tristezze sono povere tristezze comuni.
Le mie gioie furono semplici,
semplici così, che se io dovessi confessarle a te arrossirei.

Oggi io penso a morire.


Io voglio morire, solamente, perché sono stanco;
solamente perché i grandi angioli
su le vetrate delle cattedrali
mi fanno tremare d'amore e di angoscia;
solamente perché, io sono, oramai,
rassegnato come uno specchio,
come un povero specchio melanconico.
Vedi che io non sono un poeta:
sono un fanciullo triste che ha voglia di morire.


Oh, non maravigliarti della mia tristezza!
E non domandarmi;
io non saprei dirti che parole così vane,
Dio mio, così vane,
che mi verrebbe di piangere come se fossi per morire.
Le mie lagrime avrebbero l'aria
di sgranare un rosario di tristezza
davanti alla mia anima sette volte dolente,
ma io non sarei un poeta;
sarei, semplicemente, un dolce e pensoso fanciullo
cui avvenisse di pregare, così, come canta e come dorme.


Io mi comunico del silenzio, cotidianamente, come di Gesù.
E i sacerdoti del silenzio sono i romori,
poi che senza di essi io non avrei cercato e trovato il Dio.


Questa notte ho dormito con le mani in croce.
Mi sembrò di essere un piccolo e dolce fanciullo
dimenticato da tutti gli umani,
povera tenera preda del primo venuto;
e desiderai di essere venduto,
di essere battuto
di essere costretto a digiunare
per potermi mettere a piangere tutto solo,
disperatamente triste,
in un angolo oscuro.


Io amo la vita semplice delle cose.
Quante passioni vidi sfogliarsi, a poco a poco,
per ogni cosa che se ne andava!
Ma tu non mi comprendi e sorridi.
E pensi che io sia malato.


Oh, io sono, veramente malato!
E muoio, un poco, ogni giorno.
Vedi: come le cose.
Non sono, dunque, un poeta:
io so che per esser detto: poeta, conviene
viver ben altra vita!
Io non so, Dio mio, che morire.
Amen.

Sergio Corazzini
   

domenica 19 febbraio 2012

"Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche! Ecco, faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?"

Isaia 43, 18-19

L'ho ricevuta 4 anni fa in un biglietto alla fiera del libro. Oggi ha ancora più significato. 


martedì 10 gennaio 2012



"Amami, per Dio. Ho bisogno d'amore, amore, amore, fuoco, entusiasmo, vita."

Giacomo Leopardi, lettera al fratello Carlo da Roma


"... perchè la divinità penetra dovunque, [...]
poi, dissolto, ogni essere ritorna
e si rimette a lei:
non esiste la morte,
vivo vola nel novero degli astri
assurgendo all'immensità del cielo."

Virgilio, Georgiche IV

  

sabato 7 gennaio 2012


"Ho visto il volto del Signore
  e so cos'è il cielo, e tu credi
  che non mi tormentino diecimila inferni
  vedendomi tolta quell'estasi?"

Christepher Marlowe, Doctor Faustus, atto III scena III

martedì 13 dicembre 2011


"Noi non cesseremo mai di esplorare e alla fine del nostro esplorare torneremo là dove siamo partiti e conosceremo il posto per la prima volta"
T. S. Eliot

domenica 4 dicembre 2011

"L'incertezza e il pericolo mettono a prova l'uomo;
solo nella sventura lo si conosce veramente,
perchè solo allora la verità vien fuori dal profondo del cuore,
solo allora la maschera è strappata e appare la realtà."

Lucrezio, De rerum natura, III, 55-58

mercoledì 30 novembre 2011

Giussani e Virgilio si intendevano

"un individuo che  avesse vissuto poco l'impatto con la realtà, perché, ad esempio, ha avuto ben poca fatica da compiere, avrà scarso il senso della propria coscienza, percepirà meno l'energia e la vibrazione della sua ragione".


Don Giussani, Il senso religioso


"è il padre Giove, lui stesso che ha voluto così difficile la via del coltivare, e per primo fece smuovere con arte la terra dei campi, aguzzando con le preoccupazioni i pensieri dei mortali, per impedire che il suo regno restasse addormentato in un pesante torpore d'inezia."

Virgilio, Georgiche, I, 120

venerdì 11 novembre 2011

Un'altra perla cantata



Love is everywhere, I see it
You are all that you can be, go on and be it
Life is perfect, I believe it 
Come and play the game with me

Open yourself to the first celebration
Open your eyes to the joy and pain
Life is the fruit of your own creation
Evry new birth is a soul regained

Love is everywhere, I see it
You are all that you can be, go on and be it
Life is perfect, I believe it
Come and play the game with me

Drinkin my life from a silver fountain
Sweetwater running to the cold salt sea
Old man moon on a white-top mountain
Sound of the wind singin dreams for me

Love is everywhere, I see it
You are all that you can be, go on and be it
Life is perfect, I believe it
Come and play the game with me

Follow your heart like a flying stallion
Race with the sun to the edge of night
Form your truth like a gold medallion
Dance in the circle of the love and the light

Love is everywhere, I see it
You are all that you can be, go on and be it
Life is perfect, I believe it
Come and play the game with me


giovedì 29 settembre 2011

Bravo O'Brien


Amo la scrittura di O'Brien: è un padre che sa il modo di amare i suoi figli: prenderli per mano e salire correndo su una montagna, buttarsi sulle nuvole e cadere sofficemente sospinti dal vento, alzarsi sulle correnti, precipitare con la pioggia e camminare guardando il cielo.


giovedì 26 maggio 2011

Scoperte tra le cartacee pagine...



Canto di Chiaretta

Essere tutto gioia,
patimento
e pensieri,
trepidare
nell'incerto tormento,
levando l'esultanza fino al cielo,
a morte contristati.
Felice solo è l'anima
che ama.

Goethe

  

sabato 14 maggio 2011

Tu solo o tu e Dio?


"He who sees the Infinite in all things, sees God. He who sees the Ratio only, sees himself only".

William Blake

 

sabato 2 aprile 2011

Morte gioiosa di Cirano


Ultima scena, ove Cirano esprime la sua ultima volontà: presentarsi a Dio con il suo pennacchio.

CIRANO
Elle viene. I miei piedi già son di marmo. Già 
ho di piombo le mani. Ma poi ch'è per la strada,
voglio aspettarla in piedi... E con in man la spada!

LE BRET
Cirano!

ROSSANA
Ahimè, Cirano!

CIRANO
Ella guarda... Mi pare...
che la Camusa ardisca il mio naso guardare!
Che dite?... è vana... so... la resistenza adesso,
ma non si pugna nella speranza del successo!
No, no: è più bello battersi quando è in vano. - Qual fosco
drappello è lì? - Son mille... Ah, sì! Vi riconosco,
vecchi nemici miei, siete tutti colà!
La Menzogna? Ecco, prendi!... Ecco, ecco le Viltà
ed ecco i Compromessi, i Pregiudizi! Che
io venga a patti? Mai! - Ed eccoti anche te,
Stoltezza! - Io so che alfine sarò da voi disfatto;
ma non monta: io mi batto, io mi batto!
Voi mi strappate tutto, tutto: il lauro e la rosa!
Strappate pur! Malgrado vostro, c'è qualche cosa
ch'io mi porto (e stasera quando in cielo entrerò,
fiero l'azzurra soglia salutarne io potrò)
ch'io porto meco, senza piega nè macchia, a Dio,
vostro malgrado...                                    .
 Ed è...
ROSSANA
                       Ed è?

CIRANO (sorridendo)
                                                               Il pennacchio mio!


Edmond Rostand, Cirano di Bergerac, atto V scena V


   

lunedì 7 marzo 2011

Dante pensa a tutto


In onore di quelle cantate che noi Hobbit amiamo tanto...



E io: «Se nuova legge non ti toglie 
memoria o uso a l'amoroso canto 
che mi solea quetar tutte mie doglie, 

      di ciò ti piaccia consolare alquanto 
l'anima mia, che, con la sua persona 
venendo qui, è affannata tanto!». 

      Amor che ne la mente mi ragiona 
cominciò elli allor sì dolcemente, 
che la dolcezza ancor dentro mi suona. 

      Lo mio maestro e io e quella gente 
ch'eran con lui parevan sì contenti, 
come a nessun toccasse altro la mente. 

Dante, Purgatorio, canto II

   

domenica 20 febbraio 2011

Gli amici


GLI AMICI – Francesco Guccini –

I miei amici veri, purtroppo o per fortuna,
non sono vagabondi o abbaialuna,
per fortuna o purtroppo ci tengono alla faccia:
quasi nessuno batte o fa il magnaccia.

Non son razza padrona, non sono gente arcigna,
siamo volgari come la gramigna.
Non so se è pregio o colpa esser fatti così:
c'è gente che è di casa in serie B.

Contandoli uno a uno non son certo parecchi,
son come i denti in bocca a certi vecchi,
ma proprio perchè pochi son buoni fino in fondo
e sempre pronti a masticare il mondo.

Non siam razza d' artista, nè maschere da gogna
e chi fa il giornalista si vergogna,
non che il fatto c' importi: chi non ha in qualche posto
un peccato o un cadavere nascosto?

Non cerchiamo la gloria, ma la nostra ambizione
è invecchiar bene, anzi, direi... benone!
Per quello che ci basta non c'è da andar lontano
e abbiamo fisso in testa un nostro piano:

se e quando moriremo, ma la cosa è insicura,
avremo un paradiso su misura,
in tutto somigliante al solito locale,
ma il bere non si paga e non fa male.

E ci andremo di forza, senza pagare il fìo
di coniugare troppo spesso in Dio:
non voglio mescolarmi in guai o problemi altrui,
ma questo mondo ce l' ha schiaffato Lui.

E quindi ci sopporti, ci lasci ai nostri giochi,
cosa che a questo mondo han fatto in pochi,
voglio veder chi sceglie, con tanti pretendenti,
tra santi tristi e noi più divertenti,
veder chi è assunto in cielo, pur con mille ragioni,

fra noi e la massa dei rompicoglioni....

      

sabato 12 febbraio 2011

Cammino



"Ed io pensai: "Camminerò con te,
  come l'uomo cammina accanto a Dio,
  un ramingo che segue una stella vagante,
  il cuore vagante di tutto ciò che esiste,
  la croce ardente dell'amore e della guerra
  che, come te, va avanti".


Gilbert Keith Chesterton, La ballata del cavallo bianco


   

giovedì 3 febbraio 2011

Altri soccorritori?





"«Padre, ho sempre udito di te grandi lodi, che sei guerriero di braccia e accorto di mente, ma troppo gran cosa dicesti. Mi prende stupore: due uomini non possono opporsi a molti e forti avversari: di pretendenti non ve ne sono dieci o solo il doppio, ma molti di più. Se  costoro li affrontassimo tutti la dentro bada tornando di non punire gli oltraggi ad un prezzo amaro e atroce, ma pensa se tu puoi scoprire un soccorritore che ci aiuti con animo pronto».Gli disse allora il paziente e chiaro Odisseo: « E dunque io ti dirò, ma tu comprendimi bene e ascoltami, e pensa se a noi basterà Atena col padre Zeus, o se devo scoprire qualche altro soccorritore »."


L'Odissea,  libro XVI 


Quando siamo sorretti da Dio c'è bisogno da altro?