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domenica 26 febbraio 2012

Festa in cielo e in terra





[...] «Giussani – ha detto Camisasca – ha preso per mano migliaia di ragazzi, portandoli a scoprire la convenienza umana di quella fede che molti davano per scontata e molti non conoscevano più. Il suo metodo era mostrarne la ragionevolezza attraverso un coinvolgimento personale: ci portava in montagna, ci raccontava le letture che lo avevano segnato di più, ci faceva ascoltare la musica che lo aveva affascinato durante gli anni di seminario… Tutto diventava per noi strada a Dio perché lo era stato e lo era anzitutto per lui» [...]




Oggi parto per la gita scolastica a Parigi e mi ritrovo a pensare come anche ciò sia stato così rivoluzionariamente cambiato da Giussani e da quella compagnia a cui appartengo; parto e mi chiedo che cosa Dio mi farà incontrare anche in questo tempo. Parto senza i soliti amici e sono contenta perchè comunque Dio è con me. L'unica certezza è la Sua Presenza.
   

mercoledì 30 novembre 2011

Giussani e Virgilio si intendevano

"un individuo che  avesse vissuto poco l'impatto con la realtà, perché, ad esempio, ha avuto ben poca fatica da compiere, avrà scarso il senso della propria coscienza, percepirà meno l'energia e la vibrazione della sua ragione".


Don Giussani, Il senso religioso


"è il padre Giove, lui stesso che ha voluto così difficile la via del coltivare, e per primo fece smuovere con arte la terra dei campi, aguzzando con le preoccupazioni i pensieri dei mortali, per impedire che il suo regno restasse addormentato in un pesante torpore d'inezia."

Virgilio, Georgiche, I, 120

lunedì 29 agosto 2011

Caro Meeting,



Mi perdonate se non scrivo molto tornata oggi? Molto lavoro, poco riposo e tanta letizia. Oggi con gli occhi che mi si chiudono e il mal di testa ho continuamente in mente la Fiera, quella che ho scoperto essere la mia casa. Una casa di chilometri e chilometri quadrati, un'arena e la promozione, dove sempre si ritorna. Ma è soprattutto una casa fatta di volti: i grandi amici con cui lavori, quelli che non vedi da tempo, parenti conoscenti, persone grandi che ammiri e ascolti. Spesso mi sono ritrovata a pensare in questi giorni: "Questa è la mia casa". Perchè il Paradiso si rende concreto attraverso delle persone, come Gesù mangiava i pesci assieme agli apostoli dopo la Resurrezione. Io la mia vita la voglio affrontare con gente così. E mi commuovo a pensare a cosa sta accadendo a questo popolo: tutti affascinati da un solo uomo lo cerchiamo in ogni cosa della vita. E oggi più che mai anche io desidero vivere per sempre insieme a Lui, Cristo, senso del dolore, motivo della gioia, ragione della certezza. Sono commossa per l'amica che mi ha invitato a lavorare umilmente vendendo cataloghi, ovvero stressando la gente, grata per il bene che mi ha voluto invitandomi ad abbracciare di persona Cristo. E il mio pensiero va grato a tutti coloro che ci sono stati, che lo hanno pensato non potendo passare che mi hanno fatto una proposta di bene per me anche se loro stessi non vi potevano partecipare, come l'amica che mi invita caldamente ad andare a una mostra. Uomini di tutte le culture, generazioni, convinzioni e caratteri a seguire la stessa Persona. Che tutti chiama, tutti ama, tutti conforta.


  

domenica 17 aprile 2011

?!

La vita è un punto interrogativo: non sai mai cosa ti sta per succedere. Quello che fa il cristiano è raddrizzare la stanghetta e riconoscerla come un immenso punto esclamativo: una meraviglia, a volte un dolore che ha un motivo, ma comunque un dono che  si succede continuamente.


"Tutte le circostanze, per quanto di bene, di bello e di affascinante hanno, richiamano all'insuperabile bellezza della presenza del Mistero, della presenza di Cristo."


Luigi Giussani, "Si può vivere così?", pag 195