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lunedì 4 giugno 2012


"Credi che la verità sia più strana della finzione?"
"La verità deve necessariamente essere più strana della finzione - disse Basil placidamente - perchè la finzione è una creazione della mente e dunque le è congeniale"

G. K. Chesterton, Il club dei mestieri stravaganti
   

martedì 29 maggio 2012

Lewis su Dio e amore


"Una cosa, comunque, devo al matrimonio. Mai più crederò che la religione sia un prodotto dei nostri appetiti inconsci e insoddisfatti e un surrogato del sesso. I pochi anni che io e H. abbiamo passato insieme sono stati un vero banchetto d'amore; l'amore in tutte le sue modulazioni: solenne e festoso, romantico e realistico, a volte clamoroso come un temporale, a volte dimesso e accogliente come infilarsi le pantofole. Non un angolo del cuore e del corpo è rimasto insoddisfatto. Se Dio fosse un surrogato dell'amore, avremmo dovuto perdere ogni interesse per Lui. Perché sprecare tempo con i surrogati quando si ha l'originale? Ma non è così. Sapevamo entrambi che volevamo qualcosa oltre l'altro - qualcosa di affatto diverso, il cui bisogno era affatto diverso."

C. S. Lewis, diario di un dolore

martedì 8 maggio 2012

Crisi e mestieri Chetertoniani

Usciremo dalla crisi solo quando nascerà un nuovo club dei mestieri stravaganti!!!

"Si tratta di un circolo eccentrico e bohémien, la cui unica condizione di ammissione consiste in questo, che il candidato deve aver inventato il modo in cui si guadagna da vivere. Deve essere un mestiere completamente nuovo. [...]
Fu con una curiosa sensazione di sollievo che scoprii l'esistenza di questa strana associazione. Sapere che al mondo c'erano dieci mestieri nuovi era un po' come trovarsi davanti alla prima nave e al primo aratro, come avere la sensazione, che non si vorrebbe perdere mai, di trovarsi ancora nell'infanzia del mondo."

G. K. Chesterton, Il club dei mestieri stravaganti

giovedì 19 aprile 2012

Chesterton stupisce (e dice di stupirsi) ancora







Perfettamente in linea con il titolo ecco qui un saggio bello, poco serioso e per nulla pesante... 
Viva Chesterton, come sempre!


 "[...] è molto meglio essere legati a una cosa meravigliosa che consentire a una semplice lista di cose meravigliose di privarci della capacità di meravigliarci. [...] Il semplice fatto di aver visto spesso dei lampioni che in genere hanno lo stesso aspetto, non ci impedirà di per sè di apprezzare la loro fiammella, così come accade al bambino."

G. K. Chesterton, La serietà non è una virtù


I lampioni... un topos dei "Chestertoniani".

Notting Hill


sabato 9 luglio 2011

Regali su regali


Vacanza: il tempo privilegiato della libertà, cioè il tempo della ricerca della soddisfazione vera.



Grazie di tutto e di tutti, fa che non mi perda mai nel mio pensiero del mondo, ma guardi i fatti e la Realtà, così belli indipendentemente dal fatto che io esista o no... Troppa filosofia? Direi piuttosto il suo contrario:  "Disperdi i superbi nei pensieri del loro cuore". Voglio solo che non mi accada questo: invece di pettegolezzo, giudizio affrettato o una sbagliata introspezione, la Realtà e Dio. Ma ho così bisogno d'aiuto in questo... Perdonate, ho un po' di confusione in testa e insieme tanta gratitudine e paura... Ma vorrei che si alzasse alto il mio ringraziamento a Dio.


sabato 26 febbraio 2011

"Molto tempo dopo..."


Ieri vidi una vecchia serie televisiva sulle cronache di Narnia (di cui tralascerò il commento per fare  un favore alle persone di buon gusto), o almeno un pezzo, fino a quando ho resistito, e notai come gli episodi del Principe Caspian e Il viaggio del veliero fossero collegati senza frapporre istante: i ragazzi ritornati in stazione si dividevano e chi andava in America, chi a scuola e chi da Eustachio Clarence. La cosa non mi piacque particolarmente: nei racconti passava un bel po' di tempo tra i due racconti. Ora non che non mi piacesse perchè avevano cambiato il libro (le licenze poetiche esistono), ma proprio per il fatto di non lasciare passare tempo: cambiava, e non di poco, il senso dei racconti di Lewis. Ora, quando un racconto riprende dopo molto tempo e ti presenta personaggi e situazioni anche molto diversi da quelli che hai imparato a conoscere io di norma ho due reazioni: da un lato sono molto infastidita perchè nel mio delirio di onniscienza voglio sapere tutto quello che è successo e che hanno fatto. Se ti perdi tanti eventi non puoi darne un giudizio né vedere il personaggio che cresce e cambia. A un uomo (=appartenente al genere umano) dà soddisfazione vedere un altro uomo che matura e cambia e, almeno per quanto mi riguarda, ha una spinta a seguirlo in ogni suo passo. Dall'altro lato è bello e sorprendente: è una curiosa scoperta di come colui che hai lasciato è diventato. Chi è diventato? E come? Che cosa lo ha fatto cambiare o gli ha permesso di restare sempre lo stesso? Chi ha incontrato in grado di colpirlo e trasformarlo? è un'inesauribile e stupefacente scoperta delle inestinguibili potenzialità umane e divine. Ogni elemento nuovo ha una motivazione che ha sede nel tempo lasciato nell'oscurità e che prima o poi verrà svelata. E intanto si vede cosa scorre via come l'acqua del fiume e cosa è tanto pazzo oppure forte e vero da rimanere. Purtroppo però è possibile farlo solo nei romanzi realistici e cioè quelli che raccontano sinceramente, senza riserve, l'umano.

martedì 22 febbraio 2011

Terminato Thephilos



"E' così la realizzazione di questo libro è giunta a conclusione: lo stilo cessa di muoversi, il rotolo si riavvolge. E' mia più sincera speranza che il lettore torni alla luminosa parola viva delle Sacre Scritture con occhi rinfrescati, e che abbia sete per l'Unico che è il Verbo eterno. In Lui ciò che abbiamo considerato vecchio e familiare possa rivelarsi a noi come sempre nuovo."

Michael D. O'Brien, Theophilos, Nota dell'Autore


"Tolkien diceva che la grande arte è vedere la realtà in trasparenza, quindi non direi che il Signore degli anelli è una fuga dalla realtà: è una fuga nella realtà, un affondo; la riprova è la capacità che abbiamo a valorizzare quello che abbiamo davanti tutti i giorni: il Signore degli anelli termina con questa frase: “<<Sono tornato>> disse.” Questa è la frase di ogni lettore che chiuda una vera opera d’arte: trae un profondo sospiro e dice: sono tornato. Torniamo a guardare quello che avevamo già davanti con occhi nuovi e se non è realismo questo io non so che cosa realismo sia."

Edoardo Rialti

   

giovedì 3 febbraio 2011

La strada



"Quando la donna lo vide lo abbracciò e lo tenne stretto. Oh, gli disse, come sono contenta di vederti. Ogni tanto la donna gli parlava di Dio. Lui ci provava a parlare con Dio, ma la cosa migliore era parlare con il padre,  e infatti ci parlava e non lo dimenticava mai. La donna diceva che andava bene così. Diceva che il respiro di Dio è sempre il respiro di Dio, anche se passa da un uomo all'altro in eterno."

Cormac McCarthy, "La strada"

    

sabato 18 dicembre 2010

Domenica in festa

"Eravamo poveri, ma all'imbrunire del sabato, quando appariva la prima stella, tutto parlava di festa. I nonni e i papà si radevano la barba ed era pronta la camicia bianca.
Un falso concetto di semplicità e familiarità ci ha portato in questi anni a trattare il Signore con troppa disinvoltura. La norma per molti, oggi,è giacca e cravatta per l'ufficio, e pantofole o tenuta da riposo per la domenica. Per leggere una lettura nella Messa al cospetto dell'Altissimo tutto può andare bene.
Alla domenica mi vesto da festa prima di tutto per Dio, perchè mi presento davanti a tutto il Paradiso.
La ricchezza e il benessere rendono gli uomini "festaioli", ma incapaci di essere in festa. Il mettersi a tavola, alla domenica, dovrebbe avere la caratteristica della festa. La liturgia non è un momento isolato della giornata: tutto ormai per noi dev'essere vissuto liturgicamente. Si tratta di una grande presa di coscienza sullo scopo della nostra vita. Siamo stati creati per la festa, e la domenica è segno-sacramento-anticipo della domenica senza tramonto.
Nel giorno del Signore deve avere il primato il tu-per-tu, il rapporto con Dio e con i fratelli. Questo è anche il senso della cessazione del lavoro.
Il termometro di un cristiano, di una comunità, di una famiglia, è la domenica.
Dobbiamo uscire dalla Messa con la faccia della gioia perchè abbiamo incontrato il Creatore della festa!"

Domenico Machetta, Le luci del sabato

  

sabato 9 ottobre 2010

San Tommaso, San Filippo Neri, Guareschi, Chesterton e "il nome della rosa"

Premetto che non ho letto il libro né visto il film, ma avendo letto più volte la trama e parti di essi ritengo di poter dire qualcosina.
Ieri ho subito un elogio al film; pochi giorni prima uno al libro e vari commenti su quante cose brutte aveva fatto la Chiesa nel Medioevo e con L'Inquisizione. Vediamo di fare un po' di luce e scoprire cosa c'è di vero e cosa di sbagliato (e cioè molto). Non essendo io una storica, non mi permetterei mai di costruire tesi mie, ma visto che esiste Introvigne, storico, notate: STORICO, direi che si può dargli credito, no?
Estraggo una parte di un suo articolo che potete leggere in fondo:


[...] Fuorviante è poi, nel romanzo, l'elemento di supporto della trama, cioè il desiderio della Chiesa di occultare un volume che - con l'autorità di Aristotele - avrebbe pericolosamente legittimato, insieme con la commedia, l'umorismo, nemico della fede perché può liberare dalla paura su cui la religione si fonda. La tesi non è minimamente plausibile. I benedettini del Medioevo hanno salvato con amore anche il legato del mondo classico relativo alla commedia, pure spesso moralmente discutibile. Come ha mostrato Hans Urs von Balthasar, il Medioevo - oltre la critica rigida della patristica - ha dato inizio alla rivalutazione del teatro (12). Nella Summa Theologiae di san Tommaso si afferma, nella questione 168 della Secunda Secundae, che, se l'umorismo vano e malizioso deve essere evitato, l'umorismo di suo costituisce una manifestazione della razionalità umana che può essere perfino virtuosa. Di più: nella mancanza di senso dell'umorismo - "in defectu ludi" - si trova "un qualche peccato", perché "tutto quanto è contro la ragione nelle cose dell'uomo è vizioso"[...]


Caro San Tommaso, difensore della Verità!
Caro San Filippo Neri, che facevi dell'umorismo una virtù!
Caro Guareschi, che fai sbellicare con i tuoi scritti umoristicamente cattolici!
Caro Chesterton, che convertito trovava nella gioia una delle caratteristiche portanti della Chiesa Cattolica!
E benchè non ne sia degna mi aggiungo anch'io con la testimonianza che ho imparato ad apprezzare davvero l'umorismo solo grazie a questa Chiesa! http://www.lifeislaugh.altervista.org/Life_is_Laugh/Perche.html


Se volete conoscere la verità su "Il nome della rosa" e in generale dell'Inquisizione leggete questo articolo, tutt'altro che noioso e dubbio.


http://www.alleanzacattolica.org/indici/articoli/introvignem142.htm


Povera Chiesa calunniata. So che forse la verità non sarà mai conosciuta da tutti, ma mi consola il fatto che in Paradiso non saranno inconsolabili per questo. Più che altro bisogna pensare a salvare il mondo.





martedì 5 ottobre 2010

Il grande divorzio

L'ho finito di leggere qualche giorno fa... Bello bello bello. Lewis non si smentisce mai. E anche questo libro finisce in gloria. Non per niente l'ho finito di leggere continuando a riascoltare "the mission", Ennio Morricone, dal film omonimo. Il libro racconta la storia di tante anime che dopo la morte prendono il pullman per una visita al cielo. Chi ne sarà affascinato e vi vedrà la felicità da lui sempre desiderata riconoscendo di aver anche sbagliato in vita, potrà restare e iniziare il suo cammino. A parte le trovate geniali (come sempre) e le profonde riflessioni altrimenti dette grandi Verità nascoste nel semplice e nel simbolico, questo è un libro di speranza. E quanto ce n'è bisogno!

lunedì 27 settembre 2010

Les miserables

Giovedì ho finito di leggere I Miserabili, di Victor Hugo. A parte l'annotazione che mi son messa a piangere (mai capitato per un libro!!!!!!!!!!!) e ho riempito tre fazzoletti, sono rimasta davvero colpita per una verità che ci si scopre dentro: il cuore dell'uomo è così profondo che non si può giudicarlo e Dio ripesca ogni avvenimento per cercare di salvarlo. Il personaggio di Jean Valjean è inventato; ma quanti ne esisteranno con nomi diversi, nel mondo?