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giovedì 1 novembre 2012

"Nella festa di oggi, noi pregustiamo la bellezza di questa vita di totale apertura allo sguardo d’amore di Dio e dei fratelli, in cui siamo certi di raggiungere Dio nell’altro e l’altro in Dio. Con questa fede piena di speranza noi veneriamo tutti i santi, e ci prepariamo a commemorare domani i fedeli defunti. Nei santi vediamo la vittoria dell’amore sull’egoismo e sulla morte: vediamo che seguire Cristo porta alla vita, alla vita eterna, e dà senso al presente, ad ogni attimo che passa, perché lo riempie d’amore, di speranza. Solo la fede nella vita eterna ci fa amare veramente la storia e il presente, ma senza attaccamenti, nella libertà del pellegrino, che ama la terra perché ha il cuore in Cielo."

Angelus del Papa, 01-11-2012
  

lunedì 5 marzo 2012



Siamo in battaglia.
E si deve combattere molto. Ma proprio in questo momento difficile mi accorgo che di più sono gli amici che si presentano alla porta. Sono tanti quelli che vengono a consolare, ad abbracciare, a essere grandiosi coraggiosissimi testimoni. Ci è da poco morto un amico, uno dei più grandi, che soprattutto negli ultimi mesi è stato uno dei più grandi testimoni di santità della mia vita. Ho pianto. Non per lui che, è sicuramente già arrivato a destinazione. Ho pianto per me, che ho perso un così grande amico, esempio ed affetto. Ho pianto perchè avrei voluto essere come lui. Per chi lasciava qui.
Ma il nostro dolore era traboccante di Speranza. Mentre le sue spoglie scendevano nella terra abbiamo cantato. Un canto pieno di Speranza, ripetendo il nome di Colui che ci salva e che questo amico può infine contemplare.


sabato 7 gennaio 2012


"Ho visto il volto del Signore
  e so cos'è il cielo, e tu credi
  che non mi tormentino diecimila inferni
  vedendomi tolta quell'estasi?"

Christepher Marlowe, Doctor Faustus, atto III scena III

martedì 1 novembre 2011


"Santità= conoscere e accettare il vuoto che è  in noi e che Dio colma di Sè nella misura in cui ci si apre alla sua Bellezza."

"Cari amici, ripetutamente l’immagine dei santi è stata sottoposta a caricatura e presentata in modo distorto, come se essere santi significasse essere fuori dalla realtà, ingenui e senza gioia. Non di rado si pensa che un santo sia soltanto colui che compie azioni ascetiche e morali di altissimo livello e che perciò certamente si può venerare, ma mai imitare nella propria vita. Quanto è errata e scoraggiante questa opinione! Non esiste alcun santo, fuorché la beata Vergine Maria, che non abbia conosciuto anche il peccato e che non sia mai caduto. 

Cari amici, Cristo non si interessa tanto a quante volte nella vita vacilliamo e cadiamo, bensì a quante volte noi, con il suo aiuto, ci rialziamo. Non esige azioni straordinarie, ma vuole che la sua luce splenda in voi. Non vi chiama perché siete buoni e perfetti, ma perché Egli è buono e vuole rendervi suoi amici. Sì, voi siete la luce del mondo, perché Gesù è la vostra luce. Voi siete cristiani – non perché realizzate cose particolari e straordinarie – bensì perché Egli, Cristo, è la vostra, nostra vita. Voi siete santi, noi siamo santi, se lasciamo operare la sua Grazia in noi."


Discorso del Papa in Germania
  

mercoledì 12 ottobre 2011

Anche nell'inutilità...

Ieri è stata una giornata molto faticosa. Una di quelle giornate in cui lavori come una bestia tutto il giorno, e quando arrivi alla fine ti accorgi che non hai concluso niente, e che hai buttato giù per "le tubature" un pomeriggio intero. Ero molto scocciata alla fine. Passata la fase di stanchezza acuta post-cena infilata nelle coperte naturalmente non avevo un briciolo di sonno. Ma è stato un bene, perchè così ho potuto riflettere un po' soprattutto sulla lettura dei vespri: " La carità non abbia finzioni [...] Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore. Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera".


«O sanguis meus, o superinfusa
gratïa Deï, sicut tibi cui
bis unquam celi ianüa reclusa?».


Così quel lume: ond' io m'attesi a lui;
poscia rivolsi a la mia donna il viso,
e quinci e quindi stupefatto fui;


ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso
tal, ch'io pensai co' miei toccar lo fondo
de la mia gloria e del mio paradiso.


Dante, Paradiso, canto XV

lunedì 29 agosto 2011

Caro Meeting,



Mi perdonate se non scrivo molto tornata oggi? Molto lavoro, poco riposo e tanta letizia. Oggi con gli occhi che mi si chiudono e il mal di testa ho continuamente in mente la Fiera, quella che ho scoperto essere la mia casa. Una casa di chilometri e chilometri quadrati, un'arena e la promozione, dove sempre si ritorna. Ma è soprattutto una casa fatta di volti: i grandi amici con cui lavori, quelli che non vedi da tempo, parenti conoscenti, persone grandi che ammiri e ascolti. Spesso mi sono ritrovata a pensare in questi giorni: "Questa è la mia casa". Perchè il Paradiso si rende concreto attraverso delle persone, come Gesù mangiava i pesci assieme agli apostoli dopo la Resurrezione. Io la mia vita la voglio affrontare con gente così. E mi commuovo a pensare a cosa sta accadendo a questo popolo: tutti affascinati da un solo uomo lo cerchiamo in ogni cosa della vita. E oggi più che mai anche io desidero vivere per sempre insieme a Lui, Cristo, senso del dolore, motivo della gioia, ragione della certezza. Sono commossa per l'amica che mi ha invitato a lavorare umilmente vendendo cataloghi, ovvero stressando la gente, grata per il bene che mi ha voluto invitandomi ad abbracciare di persona Cristo. E il mio pensiero va grato a tutti coloro che ci sono stati, che lo hanno pensato non potendo passare che mi hanno fatto una proposta di bene per me anche se loro stessi non vi potevano partecipare, come l'amica che mi invita caldamente ad andare a una mostra. Uomini di tutte le culture, generazioni, convinzioni e caratteri a seguire la stessa Persona. Che tutti chiama, tutti ama, tutti conforta.


  

martedì 14 giugno 2011

"Mia nonna- dissi a voce bassa- avrebbe detto che siamo tutti in esilio, e che nessuna casa terrena potrà mai guarirci dalla santa nostalgia di casa che ci impedisce di restare in pace".
Lui rimase silenzioso per un bel po', mentre seguiva con la sguardo un'aquila che volteggiava intorno al Dito Verde nel vuoto sempre più scuro.
Poi disse: "Penso che sua nonna avesse ragione", e si alzò appoggiandosi al suo rastrello pieno di erbacce. "Credo che questa debba essere la ragione", disse, "il segreto di questa nostra vita da uomini, così piena allo stesso modo di incanto e insoddisfazione. Ma credo anche che si possa dire qualcosa di più. Penso infatti che Dio ci abbia dato, per una buona ragione, l'amore per certi luoghi speciali, per un focolare e per una terra natia. [...] Voglio dire che se c'è una casa per me in Cielo, questa avrà un lampione verde e una siepe, o qualcosa di concreto e inequivocabile come un lampione verde e una siepe. Quello che voglio dire è che Dio mi ha offerto di amare e servire un determinato luogo, e che mi ha fatto fare, per onorare questo luogo, un sacco di cose... diciamo così... bizzarre, in modo che io potessi testimoniare, contro tutti gli infiniti e contro tutti i sofismi, che il Paradiso è in un certo luogo, e non dovunque, e che è qualcosa di preciso e non qualsiasi cosa. E io, dopo tutto questo, non sarei affatto sorpreso di scoprire che, se dovesse esserci una casa in cielo per me, questa dovrebbe avere davvero un lampione verde".


Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo
  

domenica 8 maggio 2011




"la vostra vita sia il riflesso del paradiso qui sulla terra."

Messaggio da Medjugorje del 25 aprile 2011

"Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?"

Perchè il tuo fuoco arda continuamente in me Signore, ti prego.

  

giovedì 28 aprile 2011





"Cristo è all'opera in un io commosso; abbi attenzione verso la realtà perchè è lì che Lui si fa vedere, è lì che si risveglia il cuore.  L'averLo visto te ne fa sentire ancora di più la mancanza"

"Mi chiede: Non è che sei passata dalla dipendenza dalla droga alla dipendenza dalla comunità? Lo dico proprio fuori dai denti: io dipendo solo da Cristo. La Comunità è una cosa bella e io non la lascio."

"Entusiasmo=essere dentro Dio. L'unica cosa in cui bisogna essere forti è il desiderio di essere raggiunti da una cosa grandissima."

"Frugare la realtà con curiosità. State al cuore e alla realtà e Lo riconoscerete, otterrete pian piano questa familiarità a Lui."

"E? impossibile che io non cada: se fossi in grado di stare in piedi da solo, c'era bisogno di Gesù? (State contenti , umana gente al quia;/ché, se possuto aveste veder tutto,/mestier non era partorir Maria”) Un momento di fatica non può far fuori quello che hai vissuto e amato. Che Volto avrà oggi? E' la fantasia del Mistero. L'iniziativa di Dio è un abbraccio al mio bisogno umano."




Saluto al Triduo pasquale di Gioventù Studentesca

Rimini, 21−23 aprile 2011


Sentire urgere dentro di sé le esigenze di felicità, di bellezza, di giustizia, di amore, di verità, sentirle vibrare, ribollire in ogni fibra del nostro essere è inevitabile, tranne che uno sia una pietra. Prenderle sul serio è una decisione, la decisione più grande della vita. Dalle conseguenze imprevedibili. Solo per audaci. Solo per gente viva, libera, capace di volersi veramente bene. Per gente che vuol vivere all’altezza dell’ideale a cui il cuore spinge senza sosta. 

Trovare compagni al destino così è una grazia. Per questo la Bibbia dice: «Chi trova un amico, trova un tesoro». Mi auguro di trovare tanti amici tra di voi. Che non abbiano paura delle proprie esigenze. Che non abbiano paura di diventare grandi, di essere adulti. Anzi, che non si accontentino di niente di meno.
In attesa di incrociarvi in un qualche tornante della strada, vi auguro una Buona Pasqua.


Vostro compagno d’avventura


Julián Carrón


23 aprile 2011.


domenica 24 aprile 2011

Nella domenica di Resurrezione


"Se Cristo non fosse risorto nessuno potrebbe mai rispondere al grido del Cuore e dell'umanità". 
Ma è in Lui che la Speranza diventa certa e la Gioia eterna. In questo giorno ogni nostro capello è salvato. Buona Pasqua! Non un augurio di serenità, ma l'augurio di rimanere sempre vicini a Colui che dà ed è tutto.

  

sabato 9 aprile 2011



"Ama e fa' ciò che vuoi"

Sant'Agostino


Frase conosciutissima, ma io la scrivo affinchè possiamo non scordarcene, cosa che a me tanto spesso capita. La mente umana ha bisogno di essere riverniciata qualche volta, come il Golden Gate.

mercoledì 2 febbraio 2011

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace...







«Ora lascia, o Signore, che il tuo servo 
vada in pace secondo la tua parola;
perché i miei occhi han visto la tua salvezza 
preparata da te davanti a tutti i popoli,
luce per illuminare le genti 
e gloria del tuo popolo Israele» (Luca 2, 29-32).




Dopo aver incontrato Cristo puoi anche morire: è così tanta la bellezza e la pienezza che invade il tuo cuore che sai che se morissi in quel momento moriresti compiuta. E sei tranquilla. Morendo così non lasceresti niente del mondo perchè te lo porteresti tutto dentro.






    

domenica 30 gennaio 2011

Beatitudine





Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,1-12.

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.




Possiamo essere così certi della Presenza di Cristo 
da vivere ogni momento gioiosi, lieti e beati.
Vestiamo una risata!


       

giovedì 27 gennaio 2011

Una scala verso Dio

"
...
Ella, mentre cadea, la voce afflitta
      movendo, disse le parole estreme;
      parole ch'a lei novo un spirto ditta,
      spirto di fé, di carità, di speme:
      virtù ch'or Dio le infonde, e se rubella
      in vita fu, la vuole in morte ancella.

66      "Amico, hai vinto: io ti perdon ... perdona
      tu ancora, al corpo no, che nulla pave,
      a l'alma sí; deh! per lei prega, e dona
      battesmo a me ch'ogni mia colpa lave."
      In queste voci languide risuona
      un non so che di flebile e soave
      ch'al cor gli scende ed ogni sdegno ammorza,
      e gli occhi a lagrimar gli invoglia e sforza.

67      Poco quindi lontan nel sen del monte
      scaturia mormorando un picciol rio.
      Egli v'accorse e l'elmo empié nel fonte,
      e tornò mesto al grande ufficio e pio.
      Tremar sentí la man, mentre la fronte
      non conosciuta ancor sciolse e scoprio.
      La vide, la conobbe, e restò senza
      e voce e moto. Ahi vista! ahi conoscenza!

68      Non morì già, ché sue virtuti accolse
      tutte in quel punto e in guardia al cor le mise,
      e premendo il suo affanno a dar si volse
      vita con l'acqua a chi co 'l ferro uccise.
      Mentre egli il suon de' sacri detti sciolse,
      colei di gioia trasmutossi, e rise;
      e in atto di morir lieto e vivace,
      dir parea: "S'apre il cielo; io vado in pace."
"

Torquato Tasso, La Gerusalemme liberata, canto XII, ottave 65 - 68


    

mercoledì 12 gennaio 2011

Legge perfetta è libertà

"Chi fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla"

Gc 1, 25

La storia di Serafino

E così la seconda storia
che vi voglio raccontare,
è quella del pastore Serafino!
al mondo antico, chiuso nel suo cuore,
la gente del duemila ormai non crede più!
Con le pecore e un cane fedele,
tre amici sempre pronti,
nei pascoli sui monti,
a una spanna dal "regno dei cieli"
viveva felice così!



...

oh Serafino... difendi,
difendi la tua libertà! la libertà!


E libero come aria purissima
del mattino per vivere là sui monti,
ritorna Serafino!







    

mercoledì 5 gennaio 2011

Belgirate, chiesa vecchia: un pezzetto di Paradiso anche lì

Sperduto sulla cima di un paesino sul lago maggiore c'è una chiesetta abbastanza vecchia da essere considerata un luogo sfruttabile per il turismo, benchè non contenga eccezionali opere d'arte o vi si noti la mano di artisti famosi. Anzi: è tutto anonimo, probabilmente dipinto da artisti di maestranze del paese stesso o comunque di centri un po' più importanti ma vicini. è un esempio di architettura ( e pittura) rurale: in chi l'ha costruita e dipinta infatti si vedono benissimo la mentalità, la semplicità, la logica e la capacità della gente di un piccolo paese, senza maestri nè geni, ma piena di gente desiderosa di costruire una bella casa a Dio. E così bella lo è diventata: le pareti, pitturate e ripitturate presentano affreschi di epoche diverse. In tutte però emerge la stessa semplicità: i colori sono pochi, piatti e non troppo ricercati, le linee essenziali. In una scena di crocifissione i volti di Gesù, della Madonna e di San Giovanni sono dolci ed esprimono i sentimenti che, infine, tutti gli uomini, maestri o no, possono pensare fossero stampati in loro. In questa stessa scena e in un affresco ormai troppo rovinato per riconoscerlo, noto lo stesso particolare: sullo sfondo affiora il paesino stesso, quello per cui Cristo è morto sulla croce, a cui ha dato speranza e su cui veglia. Mi è sempre piaciuto questo aspetto: riconoscere e ricordarsi che Dio è nato, vissuto, morto e risorto, è interessato a tutti noi. Dietro all'altare c'è un dipinto con una Natività: spicca un re magio che si china sul Bambino con un'espressione di stupore e adorazione, di quella possibile solo a chi ha visto la Bellezza. E infine, in un angolo, c'è il meglio: un Gesù Bambino (grassottello da quanto poi mi hanno detto), assiso su una nuvola con al di sotto Maria e Giuseppe (penso) che vengono irradiati da due raggi. Il Suo Volto è così bello che mi son fermata almeno 5 minuti a contemplarlo, e non volevo staccarmene. è dolce e gioioso; calmo, sorridente ma nel contempo ripieno di gloria immensa. Sembrava dicesse: "Io vinco". Ma non con superbia: come per dire: Io vinco, non ti preoccupare, non aver paura: Io vinco.
E meno male.

sabato 18 dicembre 2010

Domenica in festa

"Eravamo poveri, ma all'imbrunire del sabato, quando appariva la prima stella, tutto parlava di festa. I nonni e i papà si radevano la barba ed era pronta la camicia bianca.
Un falso concetto di semplicità e familiarità ci ha portato in questi anni a trattare il Signore con troppa disinvoltura. La norma per molti, oggi,è giacca e cravatta per l'ufficio, e pantofole o tenuta da riposo per la domenica. Per leggere una lettura nella Messa al cospetto dell'Altissimo tutto può andare bene.
Alla domenica mi vesto da festa prima di tutto per Dio, perchè mi presento davanti a tutto il Paradiso.
La ricchezza e il benessere rendono gli uomini "festaioli", ma incapaci di essere in festa. Il mettersi a tavola, alla domenica, dovrebbe avere la caratteristica della festa. La liturgia non è un momento isolato della giornata: tutto ormai per noi dev'essere vissuto liturgicamente. Si tratta di una grande presa di coscienza sullo scopo della nostra vita. Siamo stati creati per la festa, e la domenica è segno-sacramento-anticipo della domenica senza tramonto.
Nel giorno del Signore deve avere il primato il tu-per-tu, il rapporto con Dio e con i fratelli. Questo è anche il senso della cessazione del lavoro.
Il termometro di un cristiano, di una comunità, di una famiglia, è la domenica.
Dobbiamo uscire dalla Messa con la faccia della gioia perchè abbiamo incontrato il Creatore della festa!"

Domenico Machetta, Le luci del sabato

  

mercoledì 8 dicembre 2010

L'Avvento e l'attesa



"(...) L’attesa, l’attendere è una dimensione che attraversa tutta la nostra esistenza personale, familiare e sociale. L’attesa è presente in mille situazioni, da quelle più piccole e banali fino alle più importanti, che ci coinvolgono totalmente e nel profondo. Pensiamo, tra queste, all’attesa di un figlio da parte di due sposi; a quella di un parente o di un amico che viene a visitarci da lontano; pensiamo, per un giovane, all’attesa dell’esito di un esame decisivo, o di un colloquio di lavoro; nelle relazioni affettive, all’attesa dell’incontro con la persona amata, della risposta ad una lettera, o dell’accoglimento di un perdono… Si potrebbe dire che l’uomo è vivo finché attende, finché nel suo cuore è viva la speranza. E dalle sue attese l’uomo si riconosce: la nostra “statura” morale e spirituale si può misurare da ciò che attendiamo, da ciò in cui speriamo.

Ognuno di noi, dunque, specialmente in questo Tempo che ci prepara al Natale, può domandarsi: io, che cosa attendo? A che cosa, in questo momento della mia vita, è proteso il mio cuore? E questa stessa domanda si può porre a livello di famiglia, di comunità, di nazione. Che cosa attendiamo, insieme? Che cosa unisce le nostre aspirazioni, che cosa le accomuna? Nel tempo precedente la nascita di Gesù, era fortissima in Israele l’attesa del Messia, cioè di un Consacrato, discendente del re Davide, che avrebbe finalmente liberato il popolo da ogni schiavitù morale e politica e instaurato il Regno di Dio. Ma nessuno avrebbe mai immaginato che il Messia potesse nascere da un’umile ragazza quale era Maria, promessa sposa del giusto Giuseppe. Neppure lei lo avrebbe mai pensato, eppure nel suo cuore l’attesa del Salvatore era così grande, la sua fede e la sua speranza erano così ardenti, che Egli poté trovare in lei una madre degna. Del resto, Dio stesso l’aveva preparata, prima dei secoli. C’è una misteriosa corrispondenza tra l’attesa di Dio e quella di Maria, la creatura “piena di grazia”, totalmente trasparente al disegno d’amore dell’Altissimo. Impariamo da Lei, Donna dell’Avvento, a vivere i gesti quotidiani con uno spirito nuovo, con il sentimento di un’attesa profonda, che solo la venuta di Dio può colmare".

Benedetto XVI, Angelus di domenica 28 novembre 2010

martedì 7 dicembre 2010



                "La speranza divampa!"






Una delle mie frasi preferite da "Il Signore degli anelli"

    

sabato 20 novembre 2010




"La prima condizione per trovare la felicità è riconoscersi infinito bisogno."