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sabato 12 gennaio 2013

"E' questo, mi pare il più grave problema che possa proporsi un filosofo, e sarà questo, in certo modo, il maggior problema del presente libro. Che cosa possiamo noi escogitare per trasportare la nostra casa in mezzo alle meraviglie dell'universo? Come può questa strana città cosmica, con i suoi cittadini dalle molte gambe, con i suoi vecchi e mostruosi lampioni, darci al tempo stesso il fascino di una città sconosciuta e la comodità e l'onore di essere la nostra abituale dimora?"

G. K. Chesterton, Ortodossia

sabato 9 giugno 2012

Immagine bellissima di Chesterton!!!

Trovata lavorando per la tesina... In cui naturalmente c'è lui, essendo sull'Eutrapelia!

  

venerdì 8 giugno 2012

Eutrapelia!

Applicabile perfettamente alla nostra scuola (e non ha caso qualcuno l'ha appesa alla saletta insegnanti)


"La teoria è quando si sa tutto e niente funziona. La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché. Noi abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: non c'è niente che funzioni... e nessuno sa il perché!"

Albert Einstein

giovedì 17 maggio 2012

Travolgente fine dell'anno!


Siamo all'ultimo mese di scuola, gli impegni e lo studio è tanto, le cose belle pure, anzi, molte di più. Tante che non saprei da dove iniziare per scriverle tutte: citazioni e aforismi splendidi raccolti qua e là, amicizie e affetti inaspettati, bei libri, temi e saggi, la tesina da scrivere, che non è una costrizione, ma una sfida, e mi riempie di gioia e speranza per i grandi uomini di cui parla, la musica, il sole e il cielo! Sono in una travolgente fine dell'anno scolastico, e, certo, la fatica e tanta, il tempo manca, lo studio è pesante, ma che splendida occasione da vivere! Dare a ogni minuto il valore che merita, desiderare e desiderare, chiedere aiuto e riconoscersi così piccoli! Ribellarsi alle ingiustizie, ridere, ridere e ridere ancora, poggiare la propria speranza su un'unica Persona! Certo, oggi sono felice, e tali parole scaturiscono in gran parte dal mio stato d'animo; è possibile che nei prossimi giorni mi troviate affranta, stanca o triste... Ma passiva, questo mai!
Anche la fine dell'anno è un tempo di Grazia! Perciò, cari amici, se qualche stanco studente capita tra queste righe, si consoli e viva, perchè non si ha la felicità se la si rimanda!
Vorrei pubblicare tutte le poesie di Ungaretti, perchè con la loro bellezza e drammaticità mi innamorano e conquistano... Ma non è la sede. Comunque che splendida cosa essere indietro con il programma e affrontarlo in questa parte dell'anno, così che si capisca che è nella sofferenza e nella fatica che si erge la statura e natura del cuore umano.
Retorica? Forse le mie frasi, ma non certo il contenuto. Vi abbraccio e mi rituffo nello studio (e nelle versioni di greco, ahimè!)

lunedì 7 maggio 2012

lunedì 13 febbraio 2012



Bear Attack in Churchill , Manitoba , Canada 

These are pictures of an actual polar bear attacking a man.




The pictures were taken while people watched and could do nothing to stop the attack!



Reports from the local newspaper say that the victim will make a full recovery. 




The photos are below. 





May your troubles always be smaller 
than your imagination!
  


venerdì 10 febbraio 2012


"Un'avventura è solo una disavventura vista dal lato buono."

Gilbert Keith Chesterton

 

giovedì 2 febbraio 2012



" -Non posso adattarmi all'idea che debbano avere tutta questa proprietà. Se non fosse per la questione della eredità vincolata, non me ne importerebbe.
 - Di che cosa non ti importerebbe?
 - Non mi importerebbe di nulla.
 - Siamo grati al cielo che tu sia preservata da uno stato di tale insensibilità"


Jane Austen, Orgoglio e Pregiudizio


Benedetta la sofferenza quando ti fa uscire dal torpore e dall'abitudine!


  

martedì 6 settembre 2011

Racconti settembrini


Se trovate qualcosa di strano in queste righe che sto per scrivere, non date la colpa a me, ma ai fumi dell'alcol. No, non preoccupatevi, non sono gli effetti di una notte di peccaminosa ebbrezza, nè mi sono ubriacata alle nove di mattina col mosto: come impone il tempo e la luna, stamattina ho imbottigliato vino Barbera per ore e ore (bè, non esageriamo). La luna calante di settembre è colei che permette al vino di diventare frizzante, dunque dalle 8 e mezza la famiglia si è armata di coraggio e ha cominciato a svuotare le damigiane. Ricordo che riempiendo bottiglia dopo bottiglia mi è venuta una riflessione molto profonda sul destino umano, tanto profonda che non me la ricordo. Con grande efficienza (quella c'è sempre quando si tratta di cibo e bevande) io e il fratello siamo entrati in simbiosi con la macchina tappabottiglie lavorando a ritmi serrati e tappando a velocità record le bottiglie. Le macchine tappabottiglie sono una bella cosa: basta un po' di immaginazione per ritrovarsi a bordo di una caravella a caricare il cannoncino e sparare bordate contro il nemico. A chi non conosce questa macchina (e comunque a tutti) consiglio di cuore di leggere il racconto di Guareschi intitolato "Il dono migliore" (è nel Corrierino delle famiglie). Intanto io mi tengo in corpo quel litro di vino che ho respirato nella stanzetta dello scantinato e continuo allegra questa giornata.

giovedì 28 luglio 2011

Storielle estive


Martedì 26 luglio 2011 mi sono dilettata a compiere il mio primo giro in moto. Portata dietro, dato che il patentino non l'ho mai preso... In sella a un Gilera 124 sport alla cui guida stava il mi babbo, con un po' di fifa (chi sta dietro sembra che voli su un palloncino! Troppi ammortizzatori?) abbiamo compiuto un glorioso giro della piazza, con il vento che non ci agitava i capelli perchè il papà li ha corti e io li avevo legati, ma non importa, sotto gli occhi di una folla estasiata (e cioè i due gemellini del piano di sotto che hanno rimirato per un po' la moto d'epoca) e veloci come il vento siamo tornati in garage. Un commento? Ganzo. Peccato che ora la moto sia ingolfata...............

Sempre martedì sono andata con il nonno a comprare 4 pile nuove per la radio. "Duracell plus", pile-transatlantico che al supermercato - ahimè - si trovano solamente ricaricabili, e per chi è sprovvisto dell'attrezzo apposito, la cosa è alquanto problematica (provateci voi a fare andare una radio con le pile ricaricabili non ancora ricaricate, come te le vendono). Passati in tabaccheria e prese le pile con le dimensioni più grosse torniamo a casa. E ieri la notizia: abbiamo preso le pile sbagliate. Troppo piccole. Ma il nonno non si perde d'animo. Fa bene un po' di vecchia scuola: io al suo posto avrei subito comprato un paio di pile nuove. Lui invece, armato di sughero, cotone e alluminio ha costruito, aggiustato, collegato, e maneggiate le pile fino a fare contatto e a suon di "Mondus gobbus birbantusque" abbiamo riparato la radio.

giovedì 2 giugno 2011

Una canzone molto hobbit a suo modo...



Thank God I'm a country boy

Well, life on the farm is kinda laid back 

Ain't much an old country boy like me can't hack 
It's early to rise, early in the sack 
Thank God, I'm A Country Boy 

Well a simple kinda life never did me no harm 
A raisin' me a family and workin' on a farm 
My days are all filled with an easy country charm 
Thank God I'm a country boy 

When the work's all done and the sun's settin' low 
I pull out my fiddle and I rosin' up the bow 
The kids are asleep so I keep it kinda low 
Thank God I'm a country boy 

I'd play "Sally Goodin'" all day if I could 
But the Lord and my wife wouldn't take it very good 
So I fiddle when I can, work when I should 
Thank God, I'm a country boy 

Well, I got me a fine wife, I got me old fiddle 
When the sun's comin' up I got cakes on the griddle 
Life ain't nothin' but a funny, funny riddle 
Thank God I'm A country boy 

Well I wouldn't trade my life for diamonds or jewels 
I never was one of them money hungry fools 
I'd rather have my fiddle and my farmin' tools 
Thank God I'm a country boy 

Yeah, city folk drivin' in a black limousine 
A lotta sad people thinkin' that's a mighty keen 
Son, let me tell ya now exactly what I mean 
I thank God I'm a country boy 

Well, I got me a fine wife, I got me old fiddle 
When the sun's comin' up I got cakes on the griddle 
Life ain't nothin' but a funny, funny riddle 
Thank God I'm a country boy 

Well, my fiddle was my daddy's til the day he died 
And he took me by the hand and held me close to his side 
He said...'Live a good life and play my fiddle with pride 
And thank God you're a country boy" 

My daddy taught me young how to hunt and how to whittle 
He taught me how to work and play a tune on the fiddle 
Taught me how to love and how to give just a little 
Thank God I'm a country boy 

Well, I got me a fine wife, I got me old fiddle 
When the sun's comin' up I got cakes on the griddle 
Life ain't nothing but a funny, funny riddle 
Thank God I'm a country boy

  

venerdì 1 aprile 2011


IL PRIMO CADETTO (alzando le spalle)
Sempre il motto, la punta!

CIRANO
La punta, il motto, ognora!
Oh, morire una sera, sotto un cielo di rosa,
facendo un motto arguto, per una gloriosa
causa! - Oh, cader colpito dall'arma veramente
nobile, e per la mano di un nemico eccellente;
su una zolla di gloria, e lontano da un letto,
di febbre, con sul labbro la punta come in petto!

Edmond Rostand, Cirano di Bergerac, atto IV scena III

  

domenica 27 marzo 2011

Riflessioni su un filosofo settecentesco



Hume (pronuncia Yum)

E Hume Hume Hume
bevi di meno rum
bevi di meno ponci
guarda come ti conci!



 Sulle note di un'antica aria livornese

venerdì 11 marzo 2011

Smile infection



Smiles Are Infectious


Smiling is infectious,
you catch it like the flu, 
When someone smiled 
at me today, 
I started smiling too.

I passed around the corner and someone saw my grin 
When he smiled I realized
I'd passed it on to him. 

I thought about that smile 
then I realized its worth,
A single smile, 
just like mine
could travel round 
the earth.

So, if you feel 
a smile begin,
don't leave it undetected 
Let's start an 
epidemic quick,
and get the world infected!

unknown





Grazie Alice!
   

mercoledì 2 marzo 2011




"Ci dev'essere uno strano accordo tra la linea telefonica e il mio bagno per cui ogni volta che ci entro mi vogliono al telefono..."



   

domenica 20 febbraio 2011

Gli amici


GLI AMICI – Francesco Guccini –

I miei amici veri, purtroppo o per fortuna,
non sono vagabondi o abbaialuna,
per fortuna o purtroppo ci tengono alla faccia:
quasi nessuno batte o fa il magnaccia.

Non son razza padrona, non sono gente arcigna,
siamo volgari come la gramigna.
Non so se è pregio o colpa esser fatti così:
c'è gente che è di casa in serie B.

Contandoli uno a uno non son certo parecchi,
son come i denti in bocca a certi vecchi,
ma proprio perchè pochi son buoni fino in fondo
e sempre pronti a masticare il mondo.

Non siam razza d' artista, nè maschere da gogna
e chi fa il giornalista si vergogna,
non che il fatto c' importi: chi non ha in qualche posto
un peccato o un cadavere nascosto?

Non cerchiamo la gloria, ma la nostra ambizione
è invecchiar bene, anzi, direi... benone!
Per quello che ci basta non c'è da andar lontano
e abbiamo fisso in testa un nostro piano:

se e quando moriremo, ma la cosa è insicura,
avremo un paradiso su misura,
in tutto somigliante al solito locale,
ma il bere non si paga e non fa male.

E ci andremo di forza, senza pagare il fìo
di coniugare troppo spesso in Dio:
non voglio mescolarmi in guai o problemi altrui,
ma questo mondo ce l' ha schiaffato Lui.

E quindi ci sopporti, ci lasci ai nostri giochi,
cosa che a questo mondo han fatto in pochi,
voglio veder chi sceglie, con tanti pretendenti,
tra santi tristi e noi più divertenti,
veder chi è assunto in cielo, pur con mille ragioni,

fra noi e la massa dei rompicoglioni....

      

sabato 19 febbraio 2011

Sempre più ridicola


Ieri sono andata alla festa di compleanno di un'amica e poichè era un diciottesimo mi ero vestita ben bene. Dunque avevo fatto in fretta le ultime cose e ero corsa fuori perchè il babbo mi stava aspettando. Alla festa c'erano molte vecchie conoscenze e (povera me) ero contenta di mostrare a molti che tempo addietro (o ancora adesso) mi ritenevano timida che non lo ero. Comunque, arrivata a casa (presto perchè oggi dovevo studiare) mi tolgo gli orecchini e -ahimè!- ne manca uno! Giro per il corridoio stile segugio con gli occhi fissi a terra, rifletto sul cercare sullo stradino, ma pensando che è notte ritengo più intelligente non farlo. Ahimè, orecchino d'argento! Momento di disperazione. Gesù, ti prego, fa che non l'abbia perso. Passo in bagno e resto a bocca aperta: l'orecchino è sul mobiletto. E dopo una buona risata me ne vado a dormire sollevata per averlo ritrovato e con la tremenda certezza di aver girato tutta la sera ed essermi fatta vedere da decine di persone con un unico, ben visibile, ridicolo orecchino.

  

mercoledì 16 febbraio 2011

E rideva mentre la sistemava...


La ballata del cavallo bianco è un universo quasi inesauribile di bellezza...

"Al mattino si mise la lancia sulle spalle
  e rideva mentre la sistemava,
  ma dovette piegarsi sulla lancia come su un bastone,
  con l'animo tenace e umile di chi ride,
  prima di vedere un pulcino o un vitello
  di Colan presso Caerleon"

Gilbert Keith Chesterton, La ballata del cavallo bianco