sabato 26 febbraio 2011

"Molto tempo dopo..."


Ieri vidi una vecchia serie televisiva sulle cronache di Narnia (di cui tralascerò il commento per fare  un favore alle persone di buon gusto), o almeno un pezzo, fino a quando ho resistito, e notai come gli episodi del Principe Caspian e Il viaggio del veliero fossero collegati senza frapporre istante: i ragazzi ritornati in stazione si dividevano e chi andava in America, chi a scuola e chi da Eustachio Clarence. La cosa non mi piacque particolarmente: nei racconti passava un bel po' di tempo tra i due racconti. Ora non che non mi piacesse perchè avevano cambiato il libro (le licenze poetiche esistono), ma proprio per il fatto di non lasciare passare tempo: cambiava, e non di poco, il senso dei racconti di Lewis. Ora, quando un racconto riprende dopo molto tempo e ti presenta personaggi e situazioni anche molto diversi da quelli che hai imparato a conoscere io di norma ho due reazioni: da un lato sono molto infastidita perchè nel mio delirio di onniscienza voglio sapere tutto quello che è successo e che hanno fatto. Se ti perdi tanti eventi non puoi darne un giudizio né vedere il personaggio che cresce e cambia. A un uomo (=appartenente al genere umano) dà soddisfazione vedere un altro uomo che matura e cambia e, almeno per quanto mi riguarda, ha una spinta a seguirlo in ogni suo passo. Dall'altro lato è bello e sorprendente: è una curiosa scoperta di come colui che hai lasciato è diventato. Chi è diventato? E come? Che cosa lo ha fatto cambiare o gli ha permesso di restare sempre lo stesso? Chi ha incontrato in grado di colpirlo e trasformarlo? è un'inesauribile e stupefacente scoperta delle inestinguibili potenzialità umane e divine. Ogni elemento nuovo ha una motivazione che ha sede nel tempo lasciato nell'oscurità e che prima o poi verrà svelata. E intanto si vede cosa scorre via come l'acqua del fiume e cosa è tanto pazzo oppure forte e vero da rimanere. Purtroppo però è possibile farlo solo nei romanzi realistici e cioè quelli che raccontano sinceramente, senza riserve, l'umano.

martedì 22 febbraio 2011

Terminato Thephilos



"E' così la realizzazione di questo libro è giunta a conclusione: lo stilo cessa di muoversi, il rotolo si riavvolge. E' mia più sincera speranza che il lettore torni alla luminosa parola viva delle Sacre Scritture con occhi rinfrescati, e che abbia sete per l'Unico che è il Verbo eterno. In Lui ciò che abbiamo considerato vecchio e familiare possa rivelarsi a noi come sempre nuovo."

Michael D. O'Brien, Theophilos, Nota dell'Autore


"Tolkien diceva che la grande arte è vedere la realtà in trasparenza, quindi non direi che il Signore degli anelli è una fuga dalla realtà: è una fuga nella realtà, un affondo; la riprova è la capacità che abbiamo a valorizzare quello che abbiamo davanti tutti i giorni: il Signore degli anelli termina con questa frase: “<<Sono tornato>> disse.” Questa è la frase di ogni lettore che chiuda una vera opera d’arte: trae un profondo sospiro e dice: sono tornato. Torniamo a guardare quello che avevamo già davanti con occhi nuovi e se non è realismo questo io non so che cosa realismo sia."

Edoardo Rialti

   

domenica 20 febbraio 2011

Gli amici


GLI AMICI – Francesco Guccini –

I miei amici veri, purtroppo o per fortuna,
non sono vagabondi o abbaialuna,
per fortuna o purtroppo ci tengono alla faccia:
quasi nessuno batte o fa il magnaccia.

Non son razza padrona, non sono gente arcigna,
siamo volgari come la gramigna.
Non so se è pregio o colpa esser fatti così:
c'è gente che è di casa in serie B.

Contandoli uno a uno non son certo parecchi,
son come i denti in bocca a certi vecchi,
ma proprio perchè pochi son buoni fino in fondo
e sempre pronti a masticare il mondo.

Non siam razza d' artista, nè maschere da gogna
e chi fa il giornalista si vergogna,
non che il fatto c' importi: chi non ha in qualche posto
un peccato o un cadavere nascosto?

Non cerchiamo la gloria, ma la nostra ambizione
è invecchiar bene, anzi, direi... benone!
Per quello che ci basta non c'è da andar lontano
e abbiamo fisso in testa un nostro piano:

se e quando moriremo, ma la cosa è insicura,
avremo un paradiso su misura,
in tutto somigliante al solito locale,
ma il bere non si paga e non fa male.

E ci andremo di forza, senza pagare il fìo
di coniugare troppo spesso in Dio:
non voglio mescolarmi in guai o problemi altrui,
ma questo mondo ce l' ha schiaffato Lui.

E quindi ci sopporti, ci lasci ai nostri giochi,
cosa che a questo mondo han fatto in pochi,
voglio veder chi sceglie, con tanti pretendenti,
tra santi tristi e noi più divertenti,
veder chi è assunto in cielo, pur con mille ragioni,

fra noi e la massa dei rompicoglioni....

      

sabato 19 febbraio 2011

19 febbraio 1994


"E invecchio sempre molte cose imparando"

Solone, frammento 28

   

Sempre più ridicola


Ieri sono andata alla festa di compleanno di un'amica e poichè era un diciottesimo mi ero vestita ben bene. Dunque avevo fatto in fretta le ultime cose e ero corsa fuori perchè il babbo mi stava aspettando. Alla festa c'erano molte vecchie conoscenze e (povera me) ero contenta di mostrare a molti che tempo addietro (o ancora adesso) mi ritenevano timida che non lo ero. Comunque, arrivata a casa (presto perchè oggi dovevo studiare) mi tolgo gli orecchini e -ahimè!- ne manca uno! Giro per il corridoio stile segugio con gli occhi fissi a terra, rifletto sul cercare sullo stradino, ma pensando che è notte ritengo più intelligente non farlo. Ahimè, orecchino d'argento! Momento di disperazione. Gesù, ti prego, fa che non l'abbia perso. Passo in bagno e resto a bocca aperta: l'orecchino è sul mobiletto. E dopo una buona risata me ne vado a dormire sollevata per averlo ritrovato e con la tremenda certezza di aver girato tutta la sera ed essermi fatta vedere da decine di persone con un unico, ben visibile, ridicolo orecchino.

  

mercoledì 16 febbraio 2011

E rideva mentre la sistemava...


La ballata del cavallo bianco è un universo quasi inesauribile di bellezza...

"Al mattino si mise la lancia sulle spalle
  e rideva mentre la sistemava,
  ma dovette piegarsi sulla lancia come su un bastone,
  con l'animo tenace e umile di chi ride,
  prima di vedere un pulcino o un vitello
  di Colan presso Caerleon"

Gilbert Keith Chesterton, La ballata del cavallo bianco