venerdì 2 agosto 2013

Cardinale Joseph Ratzinger [Benedetto XVI, papa dal 2005 al 2013] 
Enciclica « Spe Salvi », 47 (© Libreria Editrice Vaticana)


Alcuni teologi recenti sono dell'avviso che il fuoco che brucia e insieme salva sia Cristo stesso, il Giudice e Salvatore. L'incontro con Lui è l'atto decisivo del Giudizio. Davanti al suo sguardo si fonde ogni falsità. È l'incontro con Lui che, bruciandoci, ci trasforma e ci libera per farci diventare veramente noi stessi. Le cose edificate durante la vita possono allora rivelarsi paglia secca, vuota millanteria e crollare. Ma nel dolore di questo incontro, in cui l'impuro ed il malsano del nostro essere si rendono a noi evidenti, sta la salvezza. Il suo sguardo, il tocco del suo cuore ci risana mediante una trasformazione certamente dolorosa « come attraverso il fuoco ». È, tuttavia, un dolore beato, in cui il potere santo del suo amore ci penetra come fiamma, consentendoci alla fine di essere totalmente noi stessi e con ciò totalmente di Dio.

Da "Vangelo del Giorno"

venerdì 28 giugno 2013

Carità



Ai nostri giorni, la malattia più terribile in occidente non è la tubercolosi o la lebbra, ma il fatto di sentirsi indesiderabile, non amato e abbandonato. Sappiamo curare le malattie del corpo con la medicina, ma l'unico rimedio alla solitudine, allo smarrimento, alla disperazione, è l'amore. Molti muoiono sulla terra per mancanza di un pezzo di pane, ma più ancora, per mancanza di un po' di amore. La povertà in occidente è un'altra specie di povertà ; non è soltanto una povertà di solitudine, ma anche di spiritualità. C'è una fame di amore come c'è una fame di Dio.

Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità 
A Simple Path 

venerdì 31 maggio 2013



"Quando scopro l'amore da cui vengo, di cui sono fatto e che mi attende, vivo una grande sorpresa. Io non c'ero e ora ci sono. Sono stato voluto, sono stato amato da sempre. Sono stato portato alla vita, attraverso i miei genitori, da un Essere personale e misterioso che ha voluto farmi passare dal nulla all'esistenza. Egli è Colui che chiama all'esistenza ciò che non è. Non solo non c'ero e ora ci sono, ma in ogni istante continuo ad essere mantenuto nella vita, non ricado nella polvere. è l'inizio della speranza che può rinnovare ogni mia giornata e quelle degli altri. Ecco il senso della parola positività."

Don Massimo Camisasca, Benvenuto a casa


"... la vita non è soltanto un piacere, ma un eccentrico privilegio [...] sentivo parlare, quand'ero ragazzo, di uomini di genio rientrati o mancati; sentivo spesso ripetere che più d'uno era un grande <avrebbe potuto essere>. Per me un fatto più solido e sensazionale è che il primo che passa è un grande <avrebbe potuto non essere>"


GKC, Ortodossia

lunedì 20 maggio 2013

"Come il nuotatore deve sempre nuotare, e il jazzista sempre suonare nel suo sax, così chi ama deve sempre amare e chi crede in Cristo sempre imparare a credere."
Jonah Lynch, "Egli canta ogni cosa"

giovedì 2 maggio 2013


"Non si può diventare semplici e veri in un solo giorno. Perseveriamo dunque e, soprattutto, abbiamo pazienza; quelli che credono non si affrettano."
"Confortate le braccia infiacchite e le ginocchia vacillanti rinfrancate: [...]Se siamo stanchi, non è perchè abbiamo già percorso un lungo tratto di cammino?"

Vincent Van Gogh

domenica 21 aprile 2013

Gridate Gesù!


Ecco che di nuovo il Papa indica a chi guardare, spezzando quello che rischia di diventare l'idolatria di un personaggio per fissare di nuovo gli occhi al Salvatore del mondo: "Francesco - Francesco!" grida la folla in piazza San Pietro. "Grazie del saluto - risponde Papa Francesco; e aggiunge: - Ma  salutate anche Gesù! Gridate forte: Gesù!"
Perchè quello che ci interessa non sono i discorsi o la forma, ma Cristo. Punto.

"Cio che ora vi dico di nascosto, proclamatelo apertamente; cio che vi sussurro all'orecchio, gridatelo dai tetti!" Mt 10, 27

venerdì 12 aprile 2013


La verità è luce che dà senso e valore alla carità. Questa luce è, a un tempo, quella della ragione e della fede, attraverso cui l'intelligenza perviene alla verità naturale e soprannaturale della carità: ne coglie il significato di donazione, di accoglienza e di comunione. Senza verità, la carità scivola nel sentimentalismo. L'amore diventa un guscio vuoto, da riempire arbitrariamente. È il fatale rischio dell'amore in una cultura senza verità. Esso è preda delle emozioni e delle opinioni contingenti dei soggetti, una parola abusata e distorta, fino a significare il contrario. La verità libera la carità dalle strettoie di un emotivismo che la priva di contenuti relazionali e sociali, e di un fideismo che la priva di respiro umano ed universale. 

Benedetto XVI, da Caritas in veritate